Cassius ClayDa A come Amatrice a Z come Zika, il virus. L’alfabeto del 2016 consegna alla storia un anno con più ombre che luci, un mondo alla affannosa ricerca di se stesso e una società mutilata dagli addii di tanti big che hanno segnato un’epoca. A, dunque, come Amatrice, ma anche come Accumoli e Arquata del Tronto, i centri devastati dal terremoto di magnitudo 6.2 del 24 agosto: 299 vittime, 388 feriti. Una sciagura che si tramuta in tragedia con la B di Bruxelles e Berlino, insieme a Nizza i bersagli del terrorismo dell’Isis. Il 22 marzo sono tre gli attacchi kamikaze nella capitale belga: 32 morti e oltre 300 feriti. Per la Francia la festa nazionale del 14 luglio diventa un incubo a Nizza, dove un tir si lancia tra la folla sul lungomare, uccidendo 84 persone e ferendone 434. L’ultima tappa della via crucis è Berlino, 19 dicembre, quando l’attentato prende di mira il mercatino di Natale: 12 vittime, tra cui l’italiana Fabrizia Di Lorenzo, e 48 feriti. Nessuno è al sicuro. Neppure a bordo di un treno, ripensando al drammatico scontro tra due treni il 12 luglio, tra Andria e Corato,  inTrump 640x320 Puglia, dove perdono la vita in 23 oltre a 50 feriti. In un luglio nefasto si fa largo, in un mondo digitalizzato, il Pokemon Go, un gioco lanciato sugli smartphone e che in pochi giorni ipnotizza mezzo mondo. Almeno quello che non deve fare i conti con situazioni complicate. O nuove, e per certi versi choccanti, come la Brexit, che diventa realtà il 23 giugno: la Gran Bretagna vota sì all’uscita dall’Ue, con il 52% delle preferenze. L’esito segna la sorte politica di David Cameron, che si dimette dalla carica di Premier. Ma servirà ancora tempo per vedere gli effetti, politici ed economici, del Regno ‘extracomunitario’. Desta però una sorpresa ancora più grande l’elezione alla Casa Bianca di Donald Trump, che il 9 novembre ha la meglio sulla favoritissima Hillary Clinton: sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti.

Bowie 640x360Momento nero per l’Unione Europea, nerissima l’annata della musica, che perde tre icone: David Bowie, Prince e, ultimo, George Michael. Ma come dimenticare Leonard Cohen? Bob Dylan, invece, vince il Nobel per la Letteratura, ma – diciamo così – si dimentica di ritirarlo. Cose da Vip, da uomini che hanno onorato la cultura e lo spettacolo, come Dario Fo e Umberto Eco, per proseguire con Giorgio Albertazzi ed Ettore Scola, o con Silvana Pampanini e la perla del Trio, Anna Marchesini. Addio anche a Gene Wilder e alla principessa Leila di Star Wars, Carrie Fisher: la mamma Debbie Reynolds non regge al dolore e la segue dopo poche ore. Personaggi che hanno fatto la storia del cinema. C’è invece chi ha fatto la storia e basta: a 90 anni si spegne Fidel Castro, padre della rivoluzione cubana, ne aveva 93 lo statista israeliano Shimon Peres. Un’altra big dei nostri tempi, Madre Teresa di Calcutta, viene canonizzata il 4 settembre a San Pietro, dove a novembre Papa Francesco dichiara chiuso il Giubileo della Misericordia.


fidel castro 640x347E’ un gigante tra i giganti Muhammad Alì, al secolo Cassius Clay, campione dei Massimi, consumato lentamente dal Morbo di Parkinson. Non riesce l’ennesima finta a Johan Cruijff, tra i più grandi calciatori di tutti i tempi, stella immensa del calcio totale olandese, simbolo dell’Ajax e orgoglio del Barcellona. L’Italia saluta Cesare Maldini, capitano della prima Coppa dei Campioni del Milan, e Carlo Pedersoli: è il primo italiano ad infrangere il muro dei 50″ nei 100 stile libero, ma per tutti è soprattutto Bud Spencer, attore brillante, una vita in coppia con Terence Hill.

E l’Italia? Cosa si aspetta dal nuovo anno? A Palazzo Chigi è cambiato inquilino proprio a dicembre: Paolo Gentiloni ha preso il posto di Matteo Renzi, uscito di scena dopo il 59% dei No che boccia la riforma costituzionale del 4 dicembre. Al resto ci penserà il 2017. Forse.