Dopo il successo del 2017, per gli amanti della pasta il 6 aprile torna il #CarbonaraDay, l’evento voluto dai pastai italiani di Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane) e Ipo (International Pasta Organisation), quest’anno in collaborazione con Tuttofood, che unisce appassionati e buongustai di tutto il mondo sul piatto di pasta più amato e discusso. “Ognuno ha i suoi segreti e la carbonara perfetta è una sfida che appassiona tutti gli chef – ha detto il presidente dei Pastai di Aidepi, Riccardo Felicetti -. Abbiamo voluto festeggiare questo piatto per andare oltre la ricetta ideale. Esistono ottime carbonare che includono ingredienti ‘sbagliati’. Sono la prova di quanto la carbonara sia conosciuta nel mondo”.

I puristi sostengono che gli ingredienti da utilizzare sono: guanciale, pecorino, uovo sale e pepe, formato di pasta gli spaghetti, al massimo le linguine, le altre versioni includono la pancetta al posto del guanciale, il parmigiano invece del pecorino, qualcuno utilizza la panna per amalgamare, talvolta compare anche la cipolla, l’olio al posto del grasso del guanciale. Ma a far discutere è anche l’origine del piatto: Italia e Stati Uniti si contendono la nascita della Carbonara. Secondo la versione nostrana, e più plausibile, il piatto sarebbe stato ‘inventato’ dai carbonai appenninici (carbonari in romanesco), i quali lo preparavano usando ingredienti di facile reperibilità e conservazione. La carbonara in questo caso sarebbe l’evoluzione del piatto detto ‘cacio e ova’, di origini laziali e abruzzesi. Secondo gli statunitensi, l’origine della Carbonara risiederebbe nella ‘Razione K’ che Ancel Keys, biologo e fisiologo statunitense, inventò nel 1942 per garantire una dieta adeguata alle truppe alleate. I soldati americani accompagnavano la ‘Razione K’, nello specifico il tuorlo d’uovo in polvere e il bacon con gli spaghetti per aumentare la dose di carboidrati.

Secondo il rapporto dell’Accademia italiana della cucina, tra tutte le ricette italiane la pasta alla carbonara è la più reinterpretata all’estero. Una ricerca dei pastai di Aidepi ha scovato le versioni glocal più curiose: in Inghilterra è popolare quella con le zucchine, in Cina e Malesia la fanno con il pollo, quella con il pesce conquista la Spagna e sta prendendo piede anche nell’Italia più tradizionalista e nell’alta cucina. Altre radicali varianti: in Inghilterra l’uovo è a volte sostituito da besciamella. In Giappone, invece, si aggiunge la panna e non è presente il pecorino. In Francia, Germania e Norvegia si va oltre, con preparati liofilizzati all’aroma di Carbonara pronti in 5 minuti. Nel 2017, la prima edizione del #CarbonaraDay è stata un caso social, con oltre 29mila interazioni e 4mila contenuti pubblicati in poco più di 24 ore e una partecipazione di oltre 83 milioni di persone in tutto il mondo. L’appuntamento social è venerdì 6 dalle 12 alle 14. Basterà seguire su Twitter l’hashtag #carbonaraday per partecipare a un evento virtuale in cui si condivideranno opinioni, foto e consigli su questo piatto.

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