L’ultimo ‘Sgub’ prima di salutare tutti. Aldo Biscardi se n’e’ andato oggi a Roma a 86 anni, ma ha avuto la soddisfazione di vedere la Moviola in campo, dopo anni e anni di battaglie condotte nel suo salotto, Il Processo. Il primo – quello ‘del lunedì’ – vede la luce nel 1980 su Raitre, in studio il popolare radiocronista Enrico Ameri e l’ex campionessa di nuoto, Novella Calligaris, la famosa ‘scheda’ viene curata da Carlo Nesti: un format rivoluzionario per quei tempi, la madre di tutte le attuali trasmissioni in cui si discute – e si sproloquia – di calcio. L’ideatore è lui, quel giornalista dai capelli fulvi che introduce l’argomento della serata dalla regia: dal 1983 condurrà il Processo in prima persona. 30E5F3F0 53C2 4C35 904F 973736EA890C 640x401Nato a Larino il 26 novembre 1930, Biscardi inizia come corrispondente della Gazzetta dello Sport dal Molise, subentrando al fratello. Quindi, scrive per Il Mattino e Paese Sera. Nel 1979 l’ingresso alla Rai, dove finalmente può realizzare il suo sogno: un talk show di stampo calcistico. Presto si trasformerà in un’arena di successo, gettonatissima, dove chiacchiere da bar, polemiche e scontri verbali, ma anche il trash, la fanno da padrone. È lo stesso Aldo, in fondo, a riconoscerlo: ‘Qui al processo le polemiche fioccano come nespole’. Nasce l’epoca del calcio parlato, dei biscardiani ‘Sgub’, delle ‘bombe di mercato’ con il sodale Maurizio Mosca, di un linguaggio che diventa presto un marchio di fabbrica, il biscardismo Anche perché nel frattempo il Processo esce fuori dal recinto Rai e si trasforma nel ‘Processo di Biscardi’. Così la trasmissione espatria a Tele+2, TeleMontecarlo-La7, 7Gold e in altre emittenti private. Senza contare appendici e Speciali, come ad esempio Il Processo ai Mondiali, in occasione delle rassegne iridate. Da Agnelli a Zeffirelli, da Andreotti a Costantino Rozzi, da Berlusconi a Moggi, il Processo diventa un alter ego di Porta a Porta in chiave sportiva, dove un palcoscenico non si nega a nessuno. E dove fanno capolino  le intercettazioni di Calciopoli che riguardano Biscardi e Moggi sul tema della moviola, ma senza risvolti penali, anche se le polemiche non mancano. Restano nella memoria collettiva le iperboli, le ‘centinaia di migliaia di telefonate dei telespettatori’, i colpi di scena, le gaffe, tutto e il contrario di tutto. Ma, come direbbe Aldo, ‘Non sovrapponetevi, non parlate tutti insieme’. E mentre nello studio regna finalmente il silenzio, si sente solo la voce del conduttore che lancia la sua ultima sfida: ‘Non avrò pace finché non vedrò la moviola in campo’. Denghiu.