MontecitorioGià approvato dal Senato, è approdato in Aula alla Camera, per la conversione in legge, il decreto Minniti-Orlando sui migranti. Si tratta di un pacchetto di misure che mira a snellire i tempi dei procedimenti in materia di protezione internazionale e a contrastare l’immigrazione illegale.
Il testo prevede sezioni specializzate nei tribunali ordinari, l’eliminazione di un grado di giudizio nei ricorsi contro il no all’asilo, il superamento dei vecchi Cie, la possibilità di lavoro volontario e gratuito per i richiedenti asilo.
Gli stranieri che arriveranno illegalmente in Italia saranno condotti per le esigenze di soccorso e di prima assistenza in appositi “punti di crisi“, in cui si svolgeranno le (spesso difficili) operazioni di identificazione; il “rifiuto reiterato” di sottoporsi al rilevamento configurerà il “rischio di fuga” ai fini del trattenimento in questi centri.
Un folto gruppo di associazioni impegnate nell’accoglienza dei richiedenti asilo – tra cui Arci, Acli, Asgi, Centro Astalli, Cnca, Comunità nuova e Oxfam – si sta mobilitando contro questo provvedimento che gli attivisti definiscono, insieme al “decreto sicurezza” siglato dallo stesso ministro Minniti, “un passo indietro sul piano dei diritti e della civiltà giuridica del nostro Paese”.

Le misure non convincono affatto il segretario nazionale dei Radicali Italiani, Riccardo Magi, interpellato a margine del convegno “La democrazia sconfigge la crisi”, organizzato dall’Arci per i 60 anni dell’associazione:


“I Cie sono un abbrobrio giuridico, non basta rinominarli”, attacca Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana:


Per il leader di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, “bisognava lasciare i tre gradi di giudizio”:


Intanto proseguono gli sbarchi. QUI le statistiche aggiornate