moncalvo-pastoriLe pecore sono tornate a pascolare al Foro Traiano di Roma. Non è un ritorno al passato ma una protesta dei pastori di Coldiretti delle campagne romane che chiedono il riconoscimento, la tutela e la valorizzazione della nuova denominazione “Cacio Romano DOP”. Infatti quello che tutti conoscono come “Pecorino Romano” in realtà per il 97% è fatto con il latte sardo, con il Consorzio di tutela si trova a Macomer, nel cuore della Sardegna. Da qui, proprio per distinguersi dal pecorino sardo, la nuova denominazione per il formaggio che ha tradizioni secolari ed oggi conta su 3000 allevamenti con un patrimonio di 750.000 pecore e 359 imprese di trasformazione.

“Chiediamo al Consorzio di Tutela del pecorino romano Dop – ha detto David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio – di introdurre un nuovo marchio di riconoscimento che identifichi e valorizzi il pecorino prodotto a Roma e nel Lazio. E di aprire proprio qui, a Roma, una sede del per gestire la filiera laziale in piena autonomia da quella isolana”. Ai Fori a sostegno degli allevatori tra gli altri anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Siamo al vostro fianco a difesa della identità di un prodotto che ci appartiene per storia – ha detto Zingaretti – Non accetteremo mai politiche che possano distruggere l’economia della nostra regione. È inammissibile che dietro l’aggettivo Romano ci siano tutti tranne quelli che il pecorino lo hanno inventato. A testimoniare il successo del pecorino, sono stati smascherati numerosi falsi nel mondo, dal Romano Made in Usa al Sardo prodotto in Canada da dove vengono anche il pecorino friulano e il Crotonese, mentre è stato trovato in Gran Bretagna un kit per prepararlo addirittura a casa”.