Donald e Melania Trump, l'arrivo a Roma

foto di Giancarlo Scolari

Pace e tutela dell’ambiente. Semplici, eppure così complesse, le due richieste che il presidente degli Stati Uniti si è portato sull’Air Force One che lo attendeva a Fiumicino, dopo i suoi incontri romani. Certamente il Capo dello Stato Mattarella ed il Presidente del Consiglio Gentiloni, che pure hanno avuto dei faccia a faccia con Donald Trump, non hanno vissuto come un’offesa o una sorpresa il fatto che i riflettori di tutto il mondo siano stati puntati sull’incontro fra il leader americano e Papa Francesco. Una sorta di riflettore si è acceso già la notte precedente sulla Basilica di San Pietro, quando Greenpeace ha proiettato sul cupolone il messaggio “Planet Earth First!” (Prima il pianeta Terra!”) in risposta al motto di Trump “America First!”. Il presidente americano ha recentemente abolito numerose misure per la protezione del clima, per favorire le aziende petrolifere e del carbone, e gli Stati Uniti sono il secondo emettitore di gas serra al mondo, superati solo negli ultimi anni dalla Cina.

“I cambiamenti climatici sono la minaccia che più tocca la nostra generazione, per questo i veri leader mondiali si stanno impegnando per salvaguardare il nostro futuro. Trump non può sfuggire a questa responsabilità rinnegando l’impegno degli Stati Uniti preso a Parigi – spiega Jennifer Morgan, direttore esecutivo di Greenpeace International -. Prima dell’incontro con il Papa abbiamo voluto consegnare questo messaggio a Trump, convinti che la sua prima priorità debbano essere le persone e il pianeta, non il profitto di chi inquina. Il presidente non può fermare la transizione verso fonti di energia pulita e deve invece accelerarla”.
Lo stesso Papa Francesco, nella sua enciclica Laudato Si’ – sulla cura della casa comune, promulgata due anni fa, identificava la lotta ai cambiamenti climatici come priorità, affermando che i combustibili fossili, altamente inquinanti – specialmente il carbone, ma anche il petrolio e, a un livello minore, il gas –, devono essere sostituiti gradualmente e senza ritardi.
Nell’incontro, Francesco ha donato a Trump una copia di questa enciclica, ma non c’è da stupirsi: il testo, insieme alle esortazioni “Evangelii gaudium” e “Amoris laetitia”, viene consegnato a tutti i capi di Stato che fanno visita a Papa Bergoglio e così è stato anche per il leader di Washington. Un’eccezione è stata invece l’aggiunta di una copia del messaggio papale per la Giornata della pace del 2017: un testo incentrato sulla non violenza e sulla pace, con l’appello ai potenti della Terra in favore del disarmo e in particolare per l’abolizione delle armi nucleari. Per rafforzare il messaggio, tra i doni c’era anche la raffigurazione di un ulivo. “Questo glielo regalo perché lei sia strumento di Pace”, ha spiegato il Papa a Trump che ha risposto: “Abbiamo bisogno di pace”. Il presidente americano ha portato in dono a Bergoglio libri di Martin Luther King.