Nel mondo ed ogni dieci minuti un bambino nasce apolide. Non gli è concessa una cittadinanza, gli vengono spesso negati diritti e servizi. Fare pressione sui Paesi europei affinché riformino le legislazioni che impediscono ai bambini di acquisire una nazionalità è l’obiettivo della petizione #StatelessKids – No child should be stateless promossa dall’European Network on Statelessness (Ens), che sarà consegnata oggi ai membri del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa, con in calce le oltre 27 mila firma raccolte in poche settimane. Gli Stati europei – si chiede nella petizione – devono agire urgentemente per evitare che i bambini crescano senza una nazionalità. Molti dei bambini apolidi in Europa sono nati proprio in questo continente e tanti di loro non sarebbero apolidi se tutti i Paesi avessero posto in essere tutele legali contro l’apolidia tra i bambini come richiesto dal diritto internazionale. La realtà impressionante è che più della metà dei Paesi europei non riesce ad adempiere a tali obblighi, negando in tal modo una cittadinanza a migliaia di bambini in tutto il continente. Si esortano, dunque, tutti gli Stati Europei a aderire alla Convenzione delle Nazioni Unite del 1954 relativa allo status degli apolidi e alla Convenzione del 1961 sulla riduzione dell’apolidia, a superare le lacune nelle legislazioni e nelle prassi al fine di attuare garanzie per identificare e concedere la cittadinanza ai bambini nati sul loro territorio, che sarebbero altrimenti apolidi, appena dopo la nascita, a garantire libero e totale accesso alla registrazione delle nascite al fine di prevenire l’apolidia. Le Convenzioni delle Nazioni Unite forniscono un quadro giuridico chiaro per definire e affrontare la questione. Attraverso la creazione di garanzie e leggi nazionali che assicurino che ogni bambino nato sul territorio di un determinato Stato avrà diritto alla cittadinanza, se c’è il rischio che diventi apolide, si potrà porre fine all’apolidia tra i bambini nell’arco di una generazione. Anche l’Italia potrebbe fare la sua parte, 15 mila gli apolidi stimati nel nostro Paese, se finalmente adottasse il Disegno di legge S.2148 sul Riconoscimento dello status di apolide presentato un anno fa dalla Commissione dei Diritti Umani del Senato, in collaborazione con l’Unhcr e il Cir.