trump foto due 640x427Nuova bocciatura per il decreto Trump anti-immigrazione. La Corte d’Appello di San Francisco ha respinto il ricorso del presidente e negato il ripristino del  bando temporaneo che vieta l’ingresso negli Stati Uniti a rifugiati e cittadini provenienti da sette Paesi islamici. Con una decisione presa all’unanimità, il collegio ha confermato la sentenza del giudice federale di Seattle, James Robart, emessa lo scorso 3 febbraio. L’ordine esecutivo firmato da Donald Trump il 27 gennaio è ora nullo e i viaggiatori in arrivo da Iran, Iraq, Libia, Siria, Somalia, Sudan e Yemen -inizialmente messi al bando per 90 giorni- potranno entrare negli Stati Uniti. Cancellate anche le restrizioni a tempo indeterminato sui profughi siriani e quelle di 120 giorni sugli altri rifugiati. Le procedure di ammissione dei richiedenti asilo tornano alla normalità perché gli argomenti presentati ad inizio settimana dal legale della Casa Bianca sono stati respinti dai giudici d’appello. Qualcuno proveniente dai sette Paesi in questione ha commesso un attacco terroristico? L’amministrazione americana non ha portato alcuna prova. Non è stata inoltre spiegata l’urgenza del provvedimento. I giudici hanno considerato prevalente il diritto a viaggiare liberamente, evitando discriminazioni, e hanno sollevato dubbi sui reali poteri del presidente in un ambito così delicato, che va a toccare anche il principio costituzionale della libertà religiosa. Il decreto inoltre era stato adottato senza preavviso, causando disagi a migliaia di persone e famiglie e caos negli aeroporti. Il presidente Trump intanto dopo la conferma della sospensione del bando parla di “decisione politica”, dichiara che sarà scontro totale, continua ad attaccare i magistrati e anticipa via Twitter la prossima mossa: “Ci vediamo alla Corte Suprema, è in gioco la sicurezza della nazione”.