Ciao ciao Verona, ciao ciao pallone. Stavolta non solo non ci ripenso, ma smetto proprio. Firmato Antonio Cassano. E’ tutto vero, l’ultima cassanata è la più clamorosa: Fantantonio molla l’Hellas e appende gli scarpini al chiodo all’età di 35 anni. Il punto ad una carriera romanzesca e tremendamente incompiuta arriva a pomeriggio inoltrato con un tweet sul profilo della moglie, Carolina Marcialis: “Non giocherò più a calcio. Chiedo scusa alla città di Verona, a tutti i tifosi. In questo momento sento che la mia priorità è rappresentata dal fatto di stare vicino ai figli e a mia moglie”. Sipario, dunque, ma, come da copione, è stata l’ennesima giornata vissuta up and down, d’altronde un marchio di fabbrica del calciatore barese, anzi ex calciatore. Che appena due settimane fa era tornato in pista, siglando un contratto con l’Hellas Verona e ricomponendo il tandem con Pazzini, che faceva già sognare i tifosi. cassano 2Ma la favola è durata poco, giusto lo spazio di un ritiro. Riavvolgiamo pure il nastro del film “Le due settimane che sconvolsero l’Hellas”. Il 10 luglio, dunque, la firma del contratto, ma il 18 mattina Cassano getta la spugna, poi la moglie lo convince a fare marcia indietro e nel pomeriggio Antonio sorprende tutti annunciando che ci ha ripensato: “Continuo, è stato un momento di debolezza, stavo per fare una scelta di pancia e stavo sbagliando”. E veniamo ad oggi, 24 luglio, quando arriva l’addio definitivo, che si consuma in due atti. Prima, il congedo sembra limitato all’Hellas, tanto che, sempre sul profilo twitter di Carolina, appare il messaggio “non ho intenzione di lasciare il calcio, semplicemente non me la sento di continuare con l’Hellas Verona. Fisicamente sto benissimo, ma mentalmente non sono stimolato a continuare in questo club”. Rammaricato, il presidente Maurizio Setti ne prende atto: “Non ce la fa di testa. Professionalmente non gli si può rimproverare nulla, evidentemente non riesce a rimanere sereno e lucido in un gruppo e vuole restare a casa”. cassano setti 640x359Quindi l’eterno Peter Pan confeziona l’ennesimo colpo di scena di una carriera vissuta sulle montagne russe, saluta per sempre i campi da gioco e precisa: “Carolina ha sbagliato, dopo averci pensato e riflettuto alla fine ho deciso: Antonio Cassano non giocherà più a calcio”. Il resto lo sapete già. Cassano, 35 anni, si sarebbe arreso ai ritmi del ritiro precampionato, ai quali non era più abituato. Da sabato il giocatore era nuovamente in preda a forti dubbi, sfociati nella crisi definitiva di stamane. Rien ne va plus, non ci sarà una prossima fermata calcistica, come ipotizzato nelle ultime ore. Genova resterà la sua città di residenza. Punto e basta. A credere in lui e a fargli da scudo, da sempre, era rimasto il suo mentore, Eugenio Fascetti, pronto a criticare quegli allenatori che non l’hanno mai capito, eccetera eccetera. Ecco, ora che è finita, magari sarebbe il caso di riepilogare le tappe del film calcistico di Antonio Cassano: Bari, Roma, Real Madrid – dicesi Real Madrid – Sampdoria, Milan, Inter, Parma, Sampdoria bis… Non proprio male, insomma, ma occasioni gettate al vento: per un verso o un altro il carattere e i comportamenti gli hanno impedito di diventare grandissimo, a dispetto di enormi qualità. Anche in nazionale pochi acuti e troppe pause. Dopo un anno di stop forzato, si era convinto a tornare. Invece Antonio ha detto basta. The end allora? Pare proprio di sì. Ma voi vi stupireste del contrario?