Montalcino 01 1024x683Il Consorzio del Brunello di Montalcino celebra i 50 anni di attività. Nato infatti nel 1967 all’indomani del riconoscimento della DOC come libera associazione fra i produttori intenzionati a tutelare il loro vino ed a valorizzarne le caratteristiche favorendo la nascita di un tessuto produttivo fatto di aziende vecchie e nuove. Montalcino si trova in Toscana, a circa 40 km a Sud di Siena, in una zona collinare dal paesaggio incontaminato, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Le coltivazioni alternano vigneti, oliveti e seminativi con un gran numero di edifici in pietra che testimoniano la centenaria coltivazione di queste terre. La zona di produzione dei vini di Montalcino è all’interno del territorio del Comune di Montalcino. Un comprensorio di 24 mila ettari, dei quali solo il 15% è occupato dai vigneti. La qualità del Brunello di Montalcino nasce in vigna, grazie a un meticoloso lavoro manuale, dalla potatura secca alla scelta del germoglio più idoneo, dal contenimento della vegetazione al diradamento dei grappoli, operazioni finalizzate a produrre e selezionare i migliori frutti. Alcuni produttori effettuano un’ulteriore scelta al momento della vendemmia in modo da mandare in cantina dell’uva perfetta.

In questi 50 anni, forte di un successo straordinario, i numeri attorno al Brunello di Montalcino sono cresciuti in modo esponenziale. Basti pensare che nel 1968 le bottiglie prodotte erano soltanto 13.000, circa 1 milione e 450 mila nel 1986, mentre l’anno scorso sono state 9.100.000, una crescita di quasi il 70 mila per cento. Un ettaro di Brunello nel 1967, quando ce n’erano solo 115 (64 specializzati e 51 promiscui), valeva 1,8 milioni di lire (fonte winenews); oggi, che gli ettari sono 2100, in media ne vale 500 mila euro.

Il Consorzio ha organizzato due giornate di festeggiamenti con numerose iniziative con un unico filo conduttore: celebrare l’orgoglio dei fondatori e guardare al futuro del mercato internazionale. Si inizia venerdì 28 aprile, giorno esatto in cui venne fondato il Consorzio, con il convegno al Teatro degli Astrusi di Montalcino “Il coraggio e l’orgoglio: i protagonisti del Brunello 50 anni dopo”. Condotto da Luciano Ferraro  del Corriere della Sera, ci sarà la proiezione del filmato che ripercorre le tappe principali del Consorzio, verranno premiati e ricordati i soci fondatori. Seguirà una intervista a Ezio Rivella e Francesca Cinelli Colombini che dialogheranno insieme a Luciano Ferraro sul grande fenomeno e successo del Brunello. Chiuderà l’evento Marco Do – Direttore della Comunicazione Michelin Italia con la presentazione della Guida Michelin dedicata agli chef stellati italiani. A seguire cena di gala nella suggestiva cornice della Fortezza di Montalcino con raccolta fondi per iniziative di beneficenza sul territorio. Montalcino 03Sabato 29 sarà invece interamente dedicato agli scenari futuri con l’incontro “La grande sfida del Brunello: i mercati del futuro”. Luciano Ferraro stimolerà il confronto tra il fondatore di Vivino, Heini Zachariassen, Marcello Masi già direttore del Tg2 e conduttore della trasmissione TV Linea Verde e ideatore della trasmissione i signori del Vino, il vicedirettore del TG5 Giuseppe De Filippi, il responsabile di Wine Monitor per Nomisma, Denis Pantini. Al centro del dibattito come il Consorzio ed il Brunello dovranno affrontare le sfide del mercato internazionale sia sotto l’aspetto dei nuovi media e delle nuove tecnologie per la vendita e distribuzione, sia da quello della comunicazione sia infine da quello della trasformazione del comportamento di acquisto e della domanda a livello mondiale. “I cinquant’anni sono un traguardo importante – ha sottolineato il presidente del Consorzio, Patrizio Cencioni – ma sono anche uno stimolo per riflettere. E’ un momento che contribuisce a dare ai nostri associati ed più in generale al mondo del vino idee, stimoli, provocazioni interessanti per continuare a vincere nella sfida del mercato mondiale mantenendo quello che è il nostro fattore distintivo: l’unicità del nostro territorio unita alla sensibilità e capacità di tutti noi produttori”.