Troppi morti per smog e da Strasburgo si prova a correre ai ripari. Con 499 voti a favore, 177 contrari e 28 astensioni il Parlamento europeo in seduta plenaria ha approvato in via definitiva i nuovi limiti sulle principali sostanze inquinanti. La direttiva stabilisce gli impegni nazionali per ridurre le emissioni di biossido di zolfo -causa delle piogge acide- ossidi di azoto, composti organici volatili non metanici, ammoniaca e particolato fine, che può causare malattie respiratorie e cardiovascolari. Le particelle incriminate derivano dai trasporti, dal riscaldamento, dall’industria e dall’agricoltura e rappresentano la prima causa ambientale di morte nell’Ue, ma con le nuove misure si potrebbe ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sulla salute di circa il 50% entro il 2030.

foto-centraline-qualita-aria“Il contesto politico è cambiato drasticamente nel corso degli ultimi tre anni -ha dichiarato la relatrice britannica del testo Julie Girling- il problema smog è balzato agli onori della cronaca a livelli senza precedenti, insieme allo scandalo Volkswagen e alla questione delle emissioni reali di guida. Forse si deve ammettere che abbiamo passato gli ultimi dieci anni concentrandosi sulla CO2, trascurando la qualità dell’aria”. La nuova normativa è arrivata quasi in simultanea all’allarme lanciato dall’Agenzia Ue per l’ambiente nel rapporto 2016 dedicato al tema. L’inquinamento atmosferico resta il principale fattore ambientale di rischio per la salute umana ed è la causa stimata di 467mila morti premature all’anno in tutto il continente.

Lo studio offre una panoramica aggiornata e analizza la situazione in Europa negli ultimi quindici anni sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali in oltre 400 città. Uno dei dati che spicca: nel 2014 l’85% della popolazione urbana dell’Ue è stata esposta alle polveri sottili Pm 2,5 a livelli considerati nocivi da parte dell’Oms. “I governi locali e regionali svolgono un ruolo centrale nella ricerca di soluzioni al problema” ha commentato il commissario europeo all’ambiente Karmenu Vella, che ha accennato anche alla necessità di aiutare i diversi livelli di amministrazione a lavorare meglio insieme, alludendo al fatto che a volte le istituzioni locali hanno strategie più ambiziose dei governi centrali in tema di riduzione delle emissioni.

Una dichiarazione è arrivata anche dal direttore esecutivo dell’Agenzia europea per l’ambiente Hans Bruyninckx: “Abbiamo bisogno di affrontare la cause dell’inquinamento dell’aria, il che richiede una trasformazione radicale e innovativa della nostra mobilità, dell’energia e del sistema alimentare. Questo processo di cambiamento -ha aggiunto- richiede un’azione da parte di tutti, autorità pubbliche, imprese, cittadini e comunità della ricerca”.