Nonostante l’incremento dei flussi turistici, l’Oman conserva intatta la sua autenticità e il suo patrimonio culturale e naturale. Le bellezze architettoniche e paesaggistiche costituiscono infatti la vera ricchezza del Sultanato, che si sta progressivamente allontanando dall’appellativo, spesso attribuitogli, di “eremita d’Arabia”. Meglio allora non perdere tempo e partire alla scoperta di uno dei Paesi rivelazione del 2018. I motivi? Infiniti. Ne abbiamo selezionati dieci.

La Capitale Muscat

Dal 18 gennaio al 10 febbraio Mascate fa da cornice al tradizionale festival che ogni anno anima la capitale con spettacoli, eventi culturali, artistici gastronomici e sportivi dedicati a grandi e piccini. La manifestazione, che avrà luogo presso l’Amerat Park e l’Al Naseem Park, stupirà i visitatori grazie alla ricca rassegna di attività, tra cui concerti, opere teatrali, mostre e giochi per bambini. Per l’occasione l’Oman Heritage and Cultural Village, esporrà alcuni manufatti omaniti come ceramiche, ricami e tappeti kilim. Alla Royal Opera House andrà invece in scena La Sonnambula di Bellini: l’opera, il cui allestimento porta la firma della Fondazione Arena di Verona, è in programma dal 18 al 20 gennaio 2018 alle ore 19:00.

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Il deserto con il fascino delle dune

La varietà dei paesaggi è uno dei punti di forza dell’Oman: dalle aspre catene montuose ci si sposta verso le morbide dune del deserto, che costituisce l’80% della superficie del Sultanato: tra i più affascinanti si annoverano il Rub’al-Khali, conosciuto anche come “quarto vuoto” per via della sua vastità e per l’assenza di centri abitati e strutture ricettive. Si tratta di un deserto ancora in parte inesplorato, adatto ad esploratori con grande esperienza. Per visitarlo, si consiglia di appoggiarsi ad operatori specializzati che organizzano tour su misura, spedizioni e desert therapy. Vicino alla capitale invece vale la pena scoprire le dune del Sharqiya Sands, facilmente accessibile, anche in giornata, con escursioni in 4x4. Per non farsi mancare nulla, si può trascorrere la notte in tenda sotto il cielo stellato: chi privilegia l’autenticità apprezzerà i campi tendati tradizionali; chi invece non può fare a meno del comfort può soggiornare in lussuosi accampamenti eco-friendly con acqua calda, bagno privato, wifi e pannelli solari.

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L’arcipelago Dimaniyat

L’Oman è una destinazione sempre più popolare per gli amanti degli sport acquatici: snorkeling, diving, dolphin watching, pesca d’altura, windsurf e kitesurf sono tra le attività più praticate. Per le immersioni il sito consigliato è la riserva naturale dell’arcipelago di Dimaniyat, che con le sue nove isole ricopre una superficie di  100 ettari: qui, ad una profondità compresa tra i 20 e i 30 metri, si trovano veri e propri giardini coralliferi subacquei:  tra i coralli cervo, i coralli lattuga e le immense distese di acropore vive una fauna sottomarina a dir poco spettacolare, che comprende razze, cernie, aquile marine, barracuda balene, squali del reef e tartarughe. La riserva è situata a circa 18 km dalla costa nordorientale di fronte alla città di Barka, ad un’ora di tragitto in motoscafo e da circa un’ora di barca dal Marina The Wave di Muscat.

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La Spa più bella del mondo

La spa dell’Anantara  Al Jabal Al Akhdar si è aggiudicata il primo premio nella categoria Spa & Wellness degli AHEAD Awards, il prestigioso riconoscimento che viene attribuito alle strutture che vantano un design moderno e curato nei minimi dettagli. Alla bellezza architettonica si sommano il servizio attento e la location, che per l’Anantara merita una menzione speciale: la spa è infatti situata sull’altopiano di Saiq, incastonato tra le montagne di Jabal Shams, le cui vette raggiungono i 3.000 metri e offrono una vista panoramica eccezionale. Gli ospiti possono coccolarsi con trattamenti a base di prodotti botanici, massaggi curativi, scrub stimolanti, trattamenti viso con prodotti che sfruttano le proprietà di piante locali come la rosa e il melograno, ma anche rituali purificanti a base di latte e spezie orientali.

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Tenersi in forma

La maratona di Mascate, in programma per il 18 e il 19 gennaio 2018, sarà uno degli eventi sportivi da non perdere nell’anno che verrà. Per la settima edizione sono stati previsti 6 percorsi di diverso tipo, che si snoderanno lungo le strade più caratteristiche della capitale. Ma in Oman ci si tiene in forma anche portando l’avventura a nuovi livelli: escursionismo, alpinismo, tiro con l’arco e mountain bike sono solo alcune delle tante attività a cui dedicarsi sulle montagne omanite. Tra le altre, merita un cenno d’eccezione la via ferrata, che è stata recentemente prolungata per altri 200 metri, offrendo la possibilità di vivere un’esperienza all’insegna dell’adrenalina pura. Percorrendo la via ferrata si potenzia la muscolatura e si migliorano resistenza e respirazione. La soddisfazione più grande la danno però i panorami mozzafiato che si ammirano mano a mano che si scala l’imponente massiccio.

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I siti UNESCO

Nella lista dei Patrimoni dell’Umanità rientrano sia bellezze naturali che opere realizzate dall’uomo nel corso della storia. Tra le prime rientra la via dell’incenso, un percorso medievale di 2400 km che attraversa deserti e vallate, pascoli e villaggi, nella regione meridionale del Paese, il Dhofar. Lungo di essa sono entrate in contatto popolazioni provenienti da ogni dove, si sono scambiate merci ma anche tradizioni e leggende. Nella seconda categoria rientrano, invece, il forte di Bahla (Nizwa), il sito archeologico di Bat e i cinque aflaj, un sistema di irrigazione unico nel suo genere, che rappresenta un’importante eredità millenaria e contribuisce alla crescita rigogliosa della vegetazione e delle coltivazioni.

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Nuotare nei fiordi d’Arabia

Nessun posto in Oman è più scenografico del Musandam: le maestose falesie sono baciate dal sole tutto l’anno e accarezzate dai venti provenienti dall’entroterra che favoriscono l’abbassamento dell’umidità anche in estate, quando le temperature oltrepassano i 40°C. Il modo migliore per osservare le scogliere è dal mare, optando per una crociera a bordo dei dhow, le tradizionali imbarcazioni omanite simili a velieri e dotati di tutti i comfort. Si parte dal porto di Dibba alla volta di baie nascoste e wall che scendono a picco, punti paradisiaci per appassionati di snorkeling e immersioni. Anche chi vuole restare con i piedi per terra non rimarrà deluso, grazie al fascino selvaggio di questa penisola. Un’idea potrebbe essere avventurarsi in fuoristrada tra le montagne e le oasi, facendo tappa all’imponente forte di Khasab, risalente al XVI oppure il pittoresco villaggio di Kumzar situato sulla punta peninsulare, ideale anche per passeggiate tranquille.

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Le montagne Akdhar

Da marzo a maggio inoltrato, l’altopiano di Jabal Akhdar (montagna verde) si colora di tonalità pastello grazie alla fioritura della rosa damascena, offrendo uno spettacolo per occhi e olfatto senza paragoni.  Coltivata nei villaggi della zona, la rosa è una pianta importantissima per il popolo omanita: oltre a costituire la base di molti profumi, i suoi boccioli vengono utilizzati per la produzione di attar, l’acqua di rose omanita.  Oltre ad essere un efficace rimedio omeopatico per curare il mal di testa, l’attar viene usata anche come toccasana per la pelle, come profumo o addirittura per insaporire il caffè e il cioccolato. Infine, dopo un pasto, è usata per aspergere gli ospiti in segno di rispetto. Per assistere alla raccolta delle rose si parte da Mascate e si percorre la strada asfaltata per poi girare ad ovest a Birkat Al Mouz, situato a circa 20 Km da Nizwa e 6 Km da Izki. Da qui parte una strada di montagna che si snoda lungo una dozzina di villaggi ed è percorribile solamente con mezzi off-road. Una volta raggiunto Jabal Akhdar, si assiste alla minuziosa raccolta delle rose e alla distillazione, un’attività davvero affascinante.

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La regione meridionale del Dhofar

La zona di Salalah, nel Dhofar, è una delle regioni più fertili dell’Oman ed è lo scenario perfetto per tante attività: da qui si parte infatti per visitare la famosissima “via dell’incenso”, abbellita dagli alberi di Wadi Dawkah: questa rotta antica è speciale non solo per la bellezza paesaggistica, ma anche perché in passato costituiva il punto d’incontro tra mondi lontani. Non lontano, e più precisamente nel cuore del sito storico di Al Baleed, si trova invece il Museo dell’Incenso: qui viene raccontata la storia di questa resina sacra e vengono spiegate tempistiche e tecniche di raccolta (da maggio a giugno) e di lavorazione (durante l’estate). A 50 km ad ovest di Salalah, si può invece visitare il geyser di Mughsail che, con i suoi getti alti fino a 4 metri, offre un autentico spettacolo naturale. Infine, perché non gustare un tradizionale pasto omanita  a base di riso e pesce o carne, da concludere con un buon caffè al cardamomo? Dopo pranzo, chi vuole dedicarsi allo shopping sarà accontentato: ai souq di Al Husn e Al Haffa si trovano tanti prodotti gastronomici tipici del Sultanato, artigianato locale, tessuti coloratissimi e incenso si qualità.

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Il più grande giardino botanico della Penisola Arabica

Chi l’ha detto che l’Oman è solo deserto e rocce? Il cuore verde del Sultanato pulsa come non mai, grazie al progetto, fresco di approvazione, di un giardino botanico futurista. Promosso da Sua Maestà Sultan Qaboos bin Said Al Said e nato dalla collaborazione tra gli studi di architettura Arup, Grimshaw e Haley Sharpe Design, la struttura mira ad ospitare, in un sito di 420 ettari ai piedi del massiccio dell’Hajar, tutte le specie botaniche presenti nel Paese, al fine di preservarle e farle conoscere ai visitatori. Sotto l’immensa cupola verranno ricreati due ambienti: il Nothern Biome ricostruirà le condizioni ambientali montuose, mentre nel Southern Biome si cercherà di riportare il clima umido del Dhofar. La struttura, pensata per integrarsi completamente con lo spazio circostante, sarà un autentico capolavoro di design paesaggistico.

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