Tenere chiuse porte e finestre per lo smog. E’ la raccomandazione rivolta ai cittadini dal Comune di Torino. Il capoluogo piemontese ha avuto negli ultimi giorni il triste primato italiano per l’inquinamento dell’aria, ma tutte le città della pianura Padana stanno soffocando, ben oltre i livelli di polveri sottili tollerati per legge, ed altri grandi centri del paese – come Roma o Palermo – non se la passano molto meglio.

smog“Capisco che si voglia dare un segnale di preoccupazione, di messa in guardia, ma credo che l’allarme lanciato sia stato eccessivo”, frena il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino.
“La mia non vuole essere una critica – precisa, al termine della giunta regionale che ha approvato misure antismog -, ma nel protocollo delle Regioni Padane non è previsto. Se si vuole fare di più va bene, ma mi permetto di raccomandare il coordinamento, altrimenti i disagi diventano superiori ai benefici”.

Intanto scattano, in molte città, le limitazioni al traffico dei veicoli a motore, mentre si spera nell’arrivo di vento e pioggia. In Lombardia, il livello delle polveri sottili ha superato la soglia di allarme in tutte le province tranne Sondrio, secondo i dati forniti dall’Arpa.
“Possiamo fare molto contro l’inquinamento dell’aria – afferma Andrea Poggio di Legambiente, intervistato da RaiNews24 -, ma le misure dell’ultimo momento, contro l’emergenza, servono a poco. Chiediamo un’azione più decisa contro la circolazione dei diesel più inquinanti, mezzi che per la maggior parte sono vecchi ormai di circa 15 anni”.
“Servono misure strutturali – conviene il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – e abbiamo già le risorse. Penso alla mobilità sostenibile e non solo. Non lasceremo soli Regioni e Comuni”.

Purtroppo, ricerche recenti dimostrano che l’esposizione al biossido di azoto (NO₂), inquinante generato dai combustibili fossili, ha un impatto diretto sulla nostra salute e sulla mortalità. La principale fonte di emissione di NO₂ nei centri urbani è il sistema dei trasporti tradizionale, in particolare le automobili diesel, e i numeri contenuti nel rapporto della Lancet Commission on Pollution & Health affermano che un sesto dei decessi mondiali è causato proprio dallo smog: tre volte più dell’effetto combinato di Aids, tubercolosi e malaria, e 15 volte più di tutti i conflitti armati e delle altre forme di violenza.

Non solo il nord Italia deve preoccuparsi di questi dati: monitoraggi dell’aria effettuati nelle ultime settimane da Greenpeace nei pressi di dieci scuole dell’infanzia e primarie di Roma, tra le 7:30 e le 8:30 di mattina, hanno costantemente rilevato concentrazioni di biossido di azoto (NO₂) ampiamente al di sopra del valore individuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute umana (40 μg/m3, microgrammi per metro cubo). La concentrazione media oraria più bassa rilevata da Greenpeace all’ingresso delle scuole romane è di 48,9 μg/m3, la più alta 66,1 μg/m3, e si registrano picchi – in concentrazioni medie su dieci minuti – fino a 111,4 μg/m3: un valore abnorme.

“Tutti i giorni, prima di entrare a scuola, i nostri bambini fanno un pieno di sostanze tossiche che danneggiano gravemente la loro crescita – dichiara Andrea Boraschi, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia -. Questo accade ogni giorno, cinque giorni a settimana, come se ciò fosse normale o accettabile. C’è però un modo chiaro e semplice per abbattere le concentrazioni di biossido di azoto nelle grandi città: limitare progressivamente la circolazione dei diesel, fino a vietarla nei prossimi anni”.

“Respirare aria pulita è un diritto, è arrivato il momento di far compiere alle nostre città un deciso passo in avanti verso il futuro – continua Boraschi -. Per questo chiediamo ai sindaci di Roma, Milano, Torino e Palermo – le città italiane più colpite dal biossido di azoto – di prendere un impegno in tal senso, e fermare i diesel entro la fine del loro mandato”.