Lavoro nero, caporalato, truffe ai danni degli Enti previdenziali, sicurezza sul lavoro, lavoro minorile: totale, 10.066 aziende irregolari, il 68% di quelle controllate. Sintesi fin troppo cruda e relativa al periodo “primo gennaio-30 settembre 2017”, ma utile per introdurre i dati relativi alla campagna “Estate Sicura“, condotta dal Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro in sinergia con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Un’attività illustrata stamane alla Caserma Salvo d’Acquisto a Roma, alla presenza del Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e del Comandante Generale dell’Arma, Tullio Del Sette. L’esito desolante fa emergere una quadro di violazioni che – recita il comunicato dell’Arma – “incidono sulle garanzie fondamentali che stanno alla base del rapporto di lavoro e della sana concorrenza tra imprese“.

Esaminiamo, voce per voce, il libro nero del lavoro, sfogliato dal primo maggio al 30 settembre.

LAVORO NERO – Quasi 5.600 le posizioni lavorative in nero sulle 25.000 verificate, vale a dire il 22%.  Si attesta al 34% la percentuale degli immigrati rispetto al totale dei lavoratori controllati.

SICUREZZA SUL LAVORO – Doverosa premessa: dal primo gennaio al 31 agosto si sono registrati circa 422.000 incidenti sul lavoro, di cui 682 mortali. Le ispezioni hanno constatato che su 1.453 imprese controllate, 1.072 erano irregolari, quindi oltre il 73%. Più di 1.500 le persone denunciate, 2 i cantieri sequestrati, ammende per oltre 3 milioni di euro.

TRUFFE AI DANNI DI ENTI PREVIDENZIALI37 i casi di truffa accertati, per un totale di oltre 7 milioni e mezzo di euro. 260 le denunce.

CAPORALATO – In base alle 25 indagini avviate dai Carabinieri, sono state 48 le persone denunciate, di cui 13 arrestate, con l’accusa di aver sfruttato 203 lavoratori.

LAVORO MINORILE – Nel periodo preso in esame dalla campagna, verificate 376 posizioni di minori: 175 sono risultate irregolari, quindi il 46,5% del totale. Sono comunque casi di lavori che non ostacolano l’istruzione e lo sviluppo del minore. Per questo – precisa l’Arma – “si tratta di un fenomeno che deve essere costantemente monitorato, ma che per ora non presenta particolari criticità”.

Le considerazioni del Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti