L’etichettatura di origine per il latte e i suoi derivati è realtà in Italia. Nonostante la crisi di governo in corso, il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina e il suo collega di governo dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, hanno firmato il decreto che introduce formalmente in etichetta l’indicazione obbligatoria dell’origine per i prodotti lattiero caseari in Italia. L’Unione Europea aveva tempo fino al 14 ottobre per opporsi alla richiesta avanzata dal governo italiano, opposizione che non è arrivata permettendo la stesura del decreto. Insieme alla Francia, l’Italia è la prima in Europa che prevede di indicare sull’etichetta la provenienza delle materie prime di latte Uht (per quello fresco già c’è l’obbligo di origine), burro, yogurt, mozzarella, formaggi e latticini prodotti con tutti i tipi di latti animali: vaccino, bufalino, ovo-caprino, d’asina e di altra origine. L’etichettatura si applica ai prodotti lattiero-caseari confezionati, ma non ai formaggi sfusi e preincartati, che pure rappresentano una quota di mercato significativa.
Sulla nuova etichetta i consumatori troveranno scritto il paese di mungitura e il paese di condizionamento o trasformazione del latte. Qualora il latte o il latte utilizzato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari, sia stato munto, confezionato e trasformato, nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo di una sola dicitura: ad esempio “Origine del latte: Italia”. Sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi anche all’origine e il latte fresco già tracciato. Viene stabilito un periodo transitorio per i prodotti portati a stagionatura, immessi sul mercato o etichettati prima dell’applicazione, i quali potranno venire commercializzati fino a esaurimento scorte e comunque non oltre i 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto.
“Con l’etichettatura di origine si dice finalmente basta all’inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, senza che questo sia stato obbligatorio fino ad ora riportarlo in etichetta”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.