A pochi giorni dal G7 di Taormina, la presentazione a Roma dell’Annuario della cooperazione allo sviluppo è stata l’occasione per ActionAid di ribadire la richiesta ai leader mondiali -che si riuniranno “al centro del Mediterraneo”- di dare una risposta concreta al fenomeno delle migrazioni. L’associazione chiede che vengano trovate delle soluzioni nei Paesi di accoglienza, ma anche in quelli di origine dei migranti, nel pieno rispetto dei diritti umani. Una frase fa da stella polare: “La mobilità umana e l’accesso a pari opportunità devono essere garantite a tutti”.

Ospite alla presentazione del volume, Emma Bonino approva: “Non c’è altra strada che l’integrazione -afferma l’esponente radicale-. Una buona integrazione dà più sicurezza e aiuta lo sviluppo economico”


La pubblicazione di ActionAid è corredata quest’anno da un’indagine realizzata dalla Ipsos di Nando Pagnoncelli, dal titolo “Gli italiani e la cooperazione internazionale”. Ne emerge che per il 50% degli intervistati, gli immigrati sono una minaccia, se non altro per le nostre tradizioni e la nostra cultura. Nonostante ciò, quando si parla di rifugiati il 63% è d’accordo con l’accogliere chi scappa da guerre e fame o è perseguitato politicamente.
Sulla base delle risposte, è stato possibile dividere il campione in tre gruppi: il più consistente è quello dei “chiusi” (43%), mentre gli “accoglienti” sono il 33%, e il restante 24% è rappresentato dai “possibilisti”.

G7 Taormina 640x392Il Comitato No G7 – Sicilia ha intanto messo nero su bianco, in una nota alla stampa, le sue posizioni: “Dietro parole di circostanza, in realtà al G7 di Taormina si parlerà dei muri fisici innalzati da Donald Trump e dall’Unione Europea o di quelli formali, ma non per questo meno brutali, che leggiamo nei nuovi dispositivi legislativi in materia di immigrazione, decreto Minniti-Orlando in testa, assunti in Occidente. In una Sicilia piattaforma logistica della guerra, che ha come avamposti fondamentali il Muos di Niscemi e la base di Sigonella, a Taormina saranno messe a punto le strategie della guerra ai migranti. Da questo punto di vista gli accordi con la Libia stretti dall’Italia e l’istituzione di Frontex, che ha sede proprio a Catania, assumono un ruolo centrale nella gestione europea dei flussi migratori”.
Sono previste manifestazioni di protesta a Taormina, a ridosso della zona rossa.