GElaterie 01 640x427Ogni italiano mangia in media 7 kg l’anno di gelato generando un giro d’affari di 2 miliardi di euro con 40 mila addetti. Il gelato italiano rappresenta sempre di più un fiore all’occhiello per il nostro paese. Ma se aprire una gelateria sta diventando di gran moda, visto come un business “facile”, fare un buon gelato è altra cosa, un banco di prova che richiede studio attento degli ingredienti e della loro struttura, conoscenza delle materie prime (che negli anni si è allargata al rapporto diretto con i produttori), ove si può guardando al territorio ma senza esserne schiavi; con un occhio ai prodotti nei loro luoghi di origine, in Italia come nel resto del mondo. Se da un lato quindi non si smette di sperimentare nell’ottica di un prodotto sempre più naturale e sano, dall’altro il mix di scienza e conoscenza dei grandi maestri gelatieri italiani ci riconsegna i gusti di una volta nella loro veste più contemporanea, che ne valorizza la purezza dei sapori e delle consistenze, con stili e peculiarità in divenire da Nord a Sud.

Gelateria 640x374In quest’ottica è uscita la guida “Gelaterie d’Italia” del Gambero Rosso, presentata alla Fiera di Rimini in occasione del Sigep, il Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè. Con 5 nuovi ingressi sono 43 i Tre Coni di questa terza edizione della guida, che porta con sé una novità: una mini guida dedicata al gelato del pasticcere. Perché il gelato è anche un “debole” di molti maestri dell’arte bianca, che traspongono sottozero le loro creazioni dolci, accanto a immancabili gusti classici, in uno stile più ricco e corposo. L’Emilia Romagna resta la regione con il più alto numero di tre coni, salendo a 8 insegne, seguono con 6 Piemonte e Lombardia; quindi Toscana e Lazio con 5, Liguria, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Campania con 2, Marche, Basilicata, Sardegna e da quest’anno anche Abruzzo e Sicilia con 1 cono.