ulivi 640x427Tutto fermo fino al 18 aprile. Questa la conseguenza dell’accoglimento, da parte del Tar del Lazio, del ricorso della Regione Puglia contro il Gasdotto Tap, Trans-Adriatic Pipeline, che si snoda dal Mar Caspio alla coste del Salento. Il tribunale ha infatti sospeso l’autorizzazione all’espianto di 200 ulivi nel cantiere di San Basilio, comune di Melendugno, fino al pronunciamento di merito.
Soddisfatto il fronte anti-gasdotto: “Le procedure di valutazione ambientale sono ancora aperte, e questo progetto è incompatibile con il territorio”, afferma il sindaco Marco Potì.
Ad ogni modo, le 200 piante verrebbero messe a dimora dopo la realizzazione del tunnel per il passaggio dei tubi, mentre la protesta dei NoTap, al momento, non sta giovando agli ulivi, anzi. Il “permesso” dato nei giorni scorsi dai NoTap alla multinazionale, per garantire la messa in sicurezza degli ulivi già espiantati e abbandonati dopo le manifestazioni di protesta, è saltato dopo che gli attivisti hanno ascoltato le nuove dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, il quale alla Camera ha ribadito che l’approdo del gasdotto in Italia si realizzerà senza ulteriori ritardi. I NoTap sono tornati a bloccare con pietre e pneumatici le vie di accesso al cantiere, mentre la recinzione è stata divelta. Le piante, quindi, non sono state messe a dimora in grandi tinelle – come era previsto per la sistemazione temporanea -, ma giacciono nel cantiere e rischiano di perire.
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