Asiago è la tappa odierna del nostro Giro in Italia al seguito del Giro d’Italia. Il suo altopiano è il più vasto d’Italia ed ospita anche gli altri 7 Comuni del comprensorio: Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo. Il centro della città si trova a 1.001 metri sul livello del mare. Completamente ricostruito dopo la Prima Guerra Mondiale, colpisce per la bellezza architettonica e l’ampiezza delle strade e delle piazze, tratti caratteristici rispetto ad altri paesi di montagna. Incisioni rupestri indicano che questi luoghi sono stati abitati fin dalla preistoria. Sui popoli che nelle varie epoche si sono succeduti, la storia si intreccia ancora oggi con la leggenda e la tradizione: reti, cimbri, goti, scandinavi, bavaresi… In molti sembrano essere passati di qui lasciando le loro impronte, una grande eredità di tradizioni, una mitologia tipicamente nordica e un dialetto germanico chiamato “cimbro” ancora oggi presente nei toponimi, nei soprannomi delle famiglie e in molte parole di uso comune. Dal 1310 al 1807 la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni fu un governo autonomo e comunitario, alleato della Repubblica di Venezia. Durante la Prima Guerra Mondiale, Asiago gli altri centri dell’Altopiano vennero completamente rasi al suolo dai bombardamenti, e le loro popolazioni evacuate. Questa triste pagina di storia viene ricordata come “il profugato”. Nel dopoguerra il ritorno tra le montagne, la ricostruzione dei paesi, la rinascita e lo sviluppo turistico di Asiago e del suo Altopiano.

Quando si parla di Asiago non si può non pensare al suo formaggio. I caseifici lavorano il latte raccolto dagli agricoltori del luogo e lo lavorano secondo un rigido disciplinare che rispetta i tradizionali metodi di produzione. La qualità è certificata dal marchio DOP ed è garantita dal Consorzio di Tutela del Formaggio Asiago. Si può gustare il Formaggio Asiago nei suoi diversi stadi di stagionatura: il fresco (o pressato), il mezzano, il vecchio e lo stravecchio. Da pochi mesi fino a tre anni di stagionatura. E in estate, durante il periodo dell’alpeggio, puoi gustare il formaggio di malga, prodotto direttamente in alta montagna. Accanto alla produzione casearia troviamo inoltre produttori locali di insaccati e di salumi: la sopressa, il salame, le salsicce e la pancetta ma anche lo speck e i wurstel ereditati dalle popolazioni cimbre che nel medioevo migrarono in Veneto. Tra le prelibatezze che si possono gustare sull’Altipiano, abbiamo le le patate di Rotzo, il sedano di Rubbio, il tarassaco di Conco, confetture, miele e la Fragola di Asiago.  I piatti tipici rispecchiano i prodotti del territorio, molti i risotti, le polente con Formaggio Asiago come ingrediente principale.

Tra i secondi polenta e cacciagione protagonisti mentre il dolce tradizionale è la Torta Ortigara, semplice ma al tempo stesso speciale, fatta semplicemente con farina di frumento, burro, uova, zucchero, mandorle e aromi e molto morbida. Il nome deriva dal Monte Ortigara, dove ci fu la più terribile battaglia combattuta durante la Prima Guerra Mondiale. La torta tradizionale asiaghese veniva portata ai soldati al fronte e in trincea per rifocillarli. Nel 1920, per ricordare questa battaglia, le sorelle Susanna e Caterina Carli decisero di chiamare Ortigara questo dolce che producevano fin dal 1909. Torta Ortigara e Asiago sono ormai un binomio inscindibile. Asiago è sede anche del birrificio artigianale Cimbra, nato del 2011 da un’idea di due giovani, Manuele Dal Sasso e Stefano Bassan, con l’intenzione di fondere la loro passione per la birra artigianale in un prodotto che riuscisse ad avvicinare le nuove generazioni alle tradizioni della cultura cimbra, che si espande dal 1200 d.C. lungo tutto l’arco alpino e racconta storie fatte di eroica fatica, sacrificio, ma anche di solidarietà e di gusto della vita. Tre le denominazioni di origine vinicole presenti ad Asiago: delle Venezie IGT, Prosecco DOC, Veneto IGT.

Un panorama bucolico dell'Altopiano di Asiago
Il Formaggio Asiago
La Torta Ortigaria
Il percorso della tappa - Foto RCS
L'altimetria della tappa - Foto RCS