Inizia l’ultima settimana del nostro Giro in Italia che oggi fa tappa in Valtellina a Bormio. Situata a 1.225 metri sul livello del mare, Bormio si trova in un ampio anfiteatro naturale al centro delle Alpi nel cuore della Valtellina ed è circondata dalle imponenti vette delle Alpi Retiche, che sfiorano i 4.000 metri di quota, ed inserita nel Parco Nazionale dello Stelvio, vanta scenari suggestivi e paesaggi incontaminati.

Grazie alla sua posizione centrale lungo le rotte commerciali del Nord e del Sud Europa, il paese godette a lungo di forte autonomia e ricchezza che si rispecchia ancora oggi nel suo centro storico. E’ facile infatti perdersi tra le vie e i vicoli dove si trovano chiese, palazzi e vecchie case contadine. Il passato è mantenuto vivo anche dalle tradizioni che si ripetono immutate da secoli.

La storia di Bormio è millenaria, le prime testimonianze risalgono all’epoca preistorica, quando gruppi di cacciatori, durante i mesi estivi, bivaccavano in alta montagna. L’epoca romana ha dato notorietà a tutto il territorio della Magnifica Terra: sia Cassiodoro che Plinio il Vecchio nominarono infatti per la prima volta le acque termali elogiandone il loro valore terapeutico. Sebbene a lungo sottomessa a potenze straniere, Bormio riuscì sempre a mantenere una sorta di indipendenza e di autonomia. Il XIV e il XV secolo furono sicuramente il periodo d’oro della storia bormiese grazie allo sviluppo della cultura e dell’arte come dimostrano le chiese, i palazzi e le opere che si conservano al loro interno. Dal secondo dopo guerra, Bormio conobbe un fiorente sviluppo turistico, favorito da un ambiente naturale ideale sia per le attività invernali che estive, oltre che dalla risorsa termale.

Una cucina semplice, dal gusto deciso, ispirata ai profumi della montagna è quella che si può gustare a Bormio. Gli ingredienti principali sono quelli forniti dalla terra, per molti mesi in letargo a causa del lungo inverno. Alimenti genuini e poveri, come il burro, le patate o il grano saraceno. Ma anche la bresaola, i salumi locali, il miele e la ricca varietà di formaggi che vengono lavorati e fatti stagionare negli alpeggi in quota utilizzando metodi ormai secolari. Il piatto sicuramente più famoso sono i Pizzoccheri, realizzati a mano utilizzando la farina di grano saraceno e conditi con abbondante formaggio grana grattugiato, Valtellina Casero DOP e burro fritto con l’aglio. La farina di grano saraceno è la protagonista di molti altri piatti locali quali gli Sciatt, gustose frittelle servite come antipasto, il Taròz, una purea di patate e fagiolini conditi con burro e formaggio valtellinese e le Manfrigole, crespelle di grano saraceno ripiene di formaggio e bresaola. Come secondo, la polenta taragna fatta con farina nera, burro e formaggio accompagnata da salmì di cervo e cacciagione, con funghi porcini di contorno. Prima del dolce, un pezzettino di formaggio, Casera, Scimudin o Bitto, il re tra le produzioni casearie valtellinesi. Come dessert, una fetta di bisciöla, rustico panettone con noci, fichi e uvette. Una menzione particolare meritano anche i due amari, molto apprezzati e conosciuti, che ormai da generazioni vengono prodotti mescolando sapientemente le erbe che crescono su queste montagne: il Braulio e la Taneda. Bormio non ha vini a denominazione ma nella zona i vini valtellinesi come il Sassella, il Grumello, l’Inferno e Sfursat sono i più conosciuti.

Il Passo dello Stelvio con i suoi tipici tornanti
I Pizzoccheri valtellinesi
La Bresaola della Valtellina
Il percorso della tappa - Foto RCS
L'altimetria della tappa - Foto RCS