La terza e ultima tappa sarda del Giro d’Italia approda a Cagliari da Tortolì dopo 148 km. Cagliari è la principale città della Sardegna, con un’area metropolitana di circa mezzo milione di abitanti. Il capoluogo isolano ha un’anima divisa tra storia millenaria, cultura, natura, turismo balneare e vita notturna.

Il binomio tra acqua e Cagliari è molto forte, non solo per il mare. A pochi passi dalla lunga spiaggia del Poetto, uno dei luoghi simbolo della città, si adagiano lagune e oasi naturalistiche uniche. Nelle vecchie Saline, che al tramonto si colorano di sfumature rosso-porpora, gli eleganti fenicotteri rosa hanno trovato un habitat ideale. La città è incorniciata ad est dallo stagno di Molentargius, parco naturalistico e habitat perfetto per numerose specie vegetali e animali. A ovest invece lo stagno di Santa Gilla, magico luogo dei primi insediamenti cartaginesi. Costruita su sette colli che identificano altrettanti quartieri cittadini (Castello, Tuvumannu, Tuvixeddu, Monte Claro, Monte Urpinu, Bonaria, San Michele), aveva il suo nucleo originario nel quartiere Castello, zona dalla quale era possibile sovrastare l’area circostante.Fondata in pieno neolitico (6000-3000 A.C.), solo molti secoli dopo Cagliari diventa un’autentica città, grazie ai dominatori fenicio-punici, che ne sfruttano la favorevole posizione geografica al centro del Mediterraneo, per renderla un trafficato porto commerciale. Dopo la Prima Guerra Punica (III secolo A. C.), Cagliari passa sotto il dominio di Roma, della quale ancora oggi conserva importanti reperti e testimonianze, come l’Anfiteatro Romano e la Villa di Tigellio. A partire dal XIII secolo Cagliari diventa prima dei Pisani, a seguire un secolo dopo arrivano gli Aragonesi per passare prima agli austriaci e poi ai Savoia nel 1717. Dopo la Seconda Guerra Mondiale Cagliari vive una nuova vita: attorno al nucleo urbano di epoca storica comincia a nascere una nuova città che in soli 20 anni, dal 1951 al 1971, vede raddoppiare il numero delle abitazioni.

La cucina cagliaritana è legata alle tradizioni locali, ma presenta anche influenze catalane e liguri. Fra i piatti più tradizionali si possono citare quelli a base di pesce come la fregula cun cocciula (fregola con le vongole), cocciula e cozzas a schiscionera (vongole e cozze cucinate in tegame), sa burrida a sa casteddaia (piatto a base di gattuccio marino, aceto e noci), sa cassola (zuppa di pesci, crostacei e molluschi), le orziadas (anemoni di mare insemolati e fritti) e l’aligusta a sa casteddaia (aragosta condita alla cagliaritana). I primi piatti più famosi sono i malloreddus a sa campidanesa, spaghetti con vongole e bottarga, spaghittus cun arrizzonis (spaghetti ai ricci di mare serviti anche in diverse varianti, coi carciofi o con asparagi selvatici), su mazzamurru (pane casereccio raffermo cotto nel sugo o nel brodo, condito col pecorino grattugiato) e le panadas (piatto originario di Assemini, consiste in una sorta di torta salata ripiena di carne o anguille, la cui pasta viene preparata impastando semola, strutto e olio d’oliva); i secondi piatti sono composti essenzialmente da arrosti di carne. I dolci più conosciuti sono le pardulas, sebadas, candelaus, pabassinas diffusi in tutta l’isola.

Lungo l’elenco dei vini a Denominazione del cagliaritano: Cagliari DOC, Nuragus di Cagliari DOC, Cannonau di Sardegna DOC, Girò di Cagliari DOC, Isola dei Nuraghi IGT, Monica di Sardegna DOC, Moscato di Sardegna DOC, Sardegna Semidano DOC, Vermentino di Sardegna DOC e Nasco di Cagliari DOC

La spiaggia del Poetto a Cagliari
La fregola con cocciula
Il Cannonau di Sardegna
La cartina della terza tappa da Tortolì a Cagliari - Foto RCS
L'altimetria della terza tappa da Tortolì a Cagliari - Foto RCS