La 17/ma tappa del nostro Giro in Italia oggi arriva a Canazei, in Val di Fassa, sede di arrivo della 17/ma tappa del Giro d’Italia. Il paese deve la sua fama principalmente alla sua straordinaria posizione. Il borgo ladino è circondato dalle Dolomiti più maestose: il gruppo del Sella (3.152 m) domina il suo paesaggio, da un lato, il Gran Vernèl (3.058 m) e il complesso vulcanico che culmina nella Crepa Neigra (2.534 m), dall’altro, e, poco più in là, la Marmolada (3.342 m), la Regina delle Dolomiti. L’aspetto del centro del paese è espressione dell’antica economia agricolo-pastorale, con edifici fatti di legno e pietra, dove i fienili affiancano le abitazioni raccolte attorno a piccole chiese, in stile gotico. D’inverno, Canazei è indiscussa capitale dello sci, cuore del Dolomiti Superski e d’estate è il paradiso degli escursionisti.

Canazei fa parte, assieme a altri 18 comuni, di un’area molto particolare: la Ladinia dolomitica dove vive la minoranza di lingua ladina. A Canazei infatti, come nel resto della Val di Fassa e delle zone attorno al massiccio del Sella, si parla ladino. Il turista che arriva non può non accorgersi della peculiarità della parlata e della cultura. Tracce infatti della sua esclusività e della sua storia antica si possono notare sin da subito sia nell’architettura sia ascoltando le conversazioni della gente del posto, o meglio ancora prendendo parte alla vita di paese e alle sue feste popolari.

La cucina della Val di Fassa ha origine in tempi antichi quando ci si doveva arrangiare con i pochi alimenti a disposizione. Nel 1800 gli alimenti centrali nella dieta erano il latte ed i prodotti derivati da questo, cereali, patate, poca verdura e poca carne. Particolare rilievo assumevano il pane di segale e la farinata: la segale era l’unico cereale in grado di crescere anche in condizioni estreme e dunque quello che più di tutti poteva far sperare in un buon raccolto. Il pane veniva preparato tre-quattro volte l’anno. Altro alimento basilare della dieta fassana era la polenta che spesso veniva consumata anche a colazione.

I prodotti caseari sono da sempre la base della cucina fassana: importanti prodotti della valle sono il Puzzone di Moena che deve il suo nome al caratteristico odore e che è diventato DOP nel marzo 2013 e il Cuor di Fassa (Cher de Fascia in ladino) prodotto presso il caseificio di Pera di Fassa. La cucina fassana, come quella trentina, ha molte caratteristiche tirolesi e altoatesine: piatti tipici sono le lucaniche (luganeghe), gulasch, crauti, canaderli in brodo o asciutti, strangolapreti, spätzle ovvero gnocchetti di farina di grano saraceno o bianca e spinaci. Protagoniste sono anche la selvaggina e le trote. Per quanto riguarda i dolci un piatto risalente alla tradizione sono senz’altro le fortaie, delle frittelle ricoperte da zucchero a velo e arricchite da marmellata di mirtilli rossi. A volte in casa si prepara anche la grappa. Utilizzando la grappa bianca la si aromatizza con erbe e piante officinali ed è un ottimo digestivo. Due le denominazioni vinicole presenti a Canazei: delle Venezie IGT e Vigneti delle Dolomiti o Weinberg Dolomiten IGT.

L'altimetria della tappa - Foto RCS
Dolomiti
Puzzone di Moena
Le fortaie
Il percorso della tappa - Foto RCS