Conosciuta come la “Ringhiera dell’Umbria”, Montefalco ospita l’arrivo della decima tappa del Giro d’Italia, una cronometro di 39,8 km da Foligno. Da Montefalco si domina l’ampia valle che da Perugia si distende sino a Spoleto. Arte, storia e natura abbracciano Montefalco ed i prodotti della sua ricca terra in un incastro perfetto quasi magico.

Celebre per gli affreschi delle sue chiese, che ne fanno un punto di riferimento essenziale per la conoscenza della pittura umbra e per i suoi santuari che rappresentano, nel turismo religioso, una tappa importante della spiritualità umbra. Montefalco fu centro abitato fin dalla più remota antichità già nel secolo X a.C. e durante il periodo romano il colle si popolò di ville patrizie. La storia tra Montefalco e l’agricoltura è inscindibile: la coltura della vite, citata già da Plinio il Vecchio, e poi ampiamente documentata con grande attenzione e precisione nei documenti giuridici dall’anno Mille è la dimostrazione di un’antica tradizione vitivinicola mai venuta meno. L’Umbria, rinomata per la sua antica tradizione alimentare e culinaria, è meta privilegiata di visitatori alla ricerca di incantevoli itinerari e di prodotti naturali, lavorazioni artigianali e prodotti tipici. Montefalco offre al turista un vasto panorama di eccellenze territoriali che comprende vino, olio di oliva, formaggi, salumi, pane e pasta, ma anche frutta e verdura. Montefalco infatti è definita la “Città dell’Olio” per l’ottimo olio che ha recentemente ricevuto la denominazione DOP. Accanto all’olio, il miele, prodotto di assoluta genuinità, frutto della cura solerte degli apicoltori locali che di questa arcaica attività continuano con competenza e passione la tradizione.

La cucina locale è genuina e semplice: la tradizione culinaria di Montefalco è legata alla gastronomia tipica umbra, che utilizza i prodotti genuini della campagna e le carni saporite degli allevamenti locali. La cucina montefalchese è fatta di ingredienti semplici e naturali ed è fortemente legata alle tradizioni e alle ricorrenze del passato. Abbiamo gli Strangozzi, una pasta fresca che si può condire con il sugo di papera, d’oca o di pomodoro. Nelle giornate fredde molto apprezzata la Stracciatella, portata dai romani: si sbattono le uova, la buccia di limone grattugiata ed il parmigiano; l’impasto si versa nel brodo bollente di gallina appena tolto dal fuoco. Abbiamo anche gli gnocchi al Sagrantino. Tra i secondi piatti l’arrosto di oca e di anitra in teglia e la coratella fatta con le interiora d’agnello. Da provare la Panzanella: le fette di pane raffermo bagnato sono condite con olio, aceto, sale e insalata con dentro cipolla a fettine e pomodoro e le frittelle di fiori di zucca. Tra i dolci abbiamo i maritozzi al mosto, la ‘ntorta o rocciata, una sfoglia ripiena di mele, frutta secca, cannella e cioccolato. Cinque le denominazioni dei vini: Colli Martani DOC, Montefalco DOC, Montefalco Sagrantino DOCG, Spoleto DOC, Umbria IGT.

Gli Strangozzi
Vino Sagrantino
Il percorso della decima tappa - Foto RCS
L'altimetria della decima tappa - Foto RCS