La 14/ma tappa del nostro Giro in Italia arriva in Piemonte. Il Giro d’Italia arriva al Santuario di Oropa, a pochi km da Biella. Il Santuario si trova a 1.200 metri di altezza ed è stato realizzato nel Seicento in seguito al voto fatto dalla città di Biella in occasione dell’epidemia di peste del 1599. Nel 1620, con il completamento della Chiesa, si tenne la prima delle solenni incoronazioni che ogni cento anni hanno scandito la storia del Santuario. Secondo la tradizione l’origine del Santuario è da collocarsi nel IV secolo, ad opera di S. Eusebio, primo vescovo di Vercelli. I primi documenti scritti che parlano di Oropa, risalenti all’inizio del XIII secolo, riportano l’esistenza delle primitive Chiese di Santa Maria e di San Bartolomeo, di carattere eremitico, che costituivano un punto di riferimento fondamentale per i viaggiatori che transitavano da est verso la Valle d’Aosta. La facciata, progettata dall’architetto Francesco Conti, è nobilitata dal portale, più scuro, che riporta in alto lo stemma sabaudo del duca Carlo Emanuele II, sorretto da due angeli in pietra. Sull’architrave del portale si trova scolpita l’iscrizione “O quam beatus, o Beata, quem viderint oculi tui”, che dai primi decenni del sec. XVII è il saluto augurale che il pellegrino, raggiunta la meta, riceve varcando la soglia della Basilica. A sinistra del complesso monumentale del Santuario é situato il Sacro Monte, riconosciuto Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e recentemente istituito Riserva Speciale della Regione Piemonte. Tra i prodotti tipici, i formaggi fanno parte della cultura alimentare locale, il più noto di essi è la toma, più o meno grassa, più o meno stagionata, protetta da un marchio D.O.P. della Comunità Europea. La produzione di formaggi freschi vanta una notevole qualità e quantità, dalla ricotta al tumin. I salumi più tipici del territorio sono i “salam d’la duja” conservati sotto grasso e preparata con carne suina, sale, pepe e, a volte, con vino rosso. Caratteristici anche i salami prodotti con carne bovina, carne d’asino, carne di capra e i “salam ‘d patata” nell’impasto dei quali sono aggiunte patate lessate e poco sangue. Originale è la “paletta” è un prosciutto la cui ricetta è stata tramandata fino ai nostri giorni dalla famiglia Marabelli, che ancora lo produce nelle propria macelleria di Coggiola. Venduta cruda la paletta viene abitualmente consumata dopo averla lessata. Molti i mieli prodotti in zona, andiamo da quello di robinia, di castagno, di tiglio, di rododendro, di tarassaco a quello di fiori di monte. E come non assaggiare la mostarda, almeno 12 ore di cottura portano alla preparazione della mostarda di mele o di uva, il succo dei frutti viene così trasformato in densi sciroppi con cui accompagnare il bollito, il formaggio, la paletta o la polenta. La zona ha una vasta produzione di acqua minerale, la Lauretana può vantarsi di essere l’acqua minerale imbottigliata più leggera d’Italia. La zona di Oropa non produce vini a denominazione, ma nella zona abbiamo il Bramaterra DOC, il Coste della Sesia DOC, il Piemonte DOC, il Lessona DOC e l’Erbaluce DOC.

L'altimetria della tappa del Giro d'Italia - Foto RCS
Il Sacro Monte
La Toma
La Paletta
Il percorso della tappa del Giro d'Italia - Foto RCS