Il Giro d’Italia sbarca in Continente con la sesta tappa da Reggio Calabria alle Terme Luigiane di 217 km. La sorgente termale, situate nel cosentino nel comune di Acquappesa, è conosciuta fin dall’antichità per le sue caratteristiche e cura diversi tipi di malattie legate alla pelle. Le Terme Luigiane sono alimentate da 5 diverse fonti, tre calde e due fredde. Le acque delle sorgenti Caronet, Minosse e Galleria Calda sgorgano ai piedi della rupe dolomitica chiamata Dito del Diavolo a una temperatura di 42-47°C, mentre quelle della Ferrata e di Galleria Fredda escono a una temperatura di 15-20°C. La cura con acque termali è particolarmente indicata per malattie reumatiche, ginecologiche e osteoartrosi, oltre a problemi dermatologici e sindromi cervicali e alle affezioni respiratorie. Queste acque si caratterizzano per il più alto grado solfidrometrico d’Italia (173 mg/l). Lo zolfo e gli altri minerali che l’acqua contiene arricchiscono di proteine e vitamine i depositi fangosi e le alghe bianche, da cui nascono i fanghi termovegetali, particolarmente sfruttati nel campo della cosmesi e per tecniche terapeutiche come la ionoforesi. Il vasto territorio, che punteggia la costa tirrenica cosentina, ha visto la presenza d’insediamenti umani già in epoca Brettia. Il primitivo nucleo del villaggio chiamato “Acquappesa” si formò alla fine del Seicento il cui nome risale a un torrente che, scendendo a valle dal costone roccioso “Zàccani”, formava una piccola cascata, come se, appunto, l’acqua fosse “appesa”. Acquappesa è tra i paesi più caratteristici della Riviera dei Cedri, a forte vocazione turistica, grazie alle sue spiagge e grotte naturali. La morfologia del territorio, costituito da mare, colline, vette e torrenti, crea panorami suggestivi per escursionisti, pittori e sportivi. Nota anche come la cittadina delle “cento fontane” e per i suoi particolari tornanti in pietra che, dal borgo antico, si snodano fino a Intavolata e alla Marina.

Tra le specialità del territorio dobbiamo segnalare i tradizionali salumi, compresa la particolarissima Vurza di Acquappesa. Si tratta di un insaccato di carne suina di terza scelta ottenuto dopo la lessatura della stessa, il tutto insaccato nella pelle della coscia anteriore o posteriore del maiale. Cedro e altri agrumi, legumi, ortaggi, pesce, carne, peperoncini e spezie sono tipici della cucina acquappesana. Qui abbiamo Maccaruni di ziti, pasta ai fichi d’India, foglie, patane e pipi, e il timballo di alici, olive schiacciate con finocchietto selvatico. Ma anche le tradizionali crespelle fatte con le patate o con le alici, i peperoni croccanti o il ciambrotto, un contorno di verdure estive. Particolare rilievo rivestono i piatti delle festività natalizie (turdilli, crucette) e pasquali (cannelieri). Molto diffuso il miele di fichi, che gli abitanti chiamano “mustu cuottu”. Stretto tra i monti e il mare, sono solo due le denominazioni vinicole presenti nel territorio di Acquappesa: la Calabria IGT bianco, rosso e rosato e il Terre di Cosenza DOC, anch’esso nelle tre tipologie.

Terme Luigiane
Cedro
Il percorso della sesta tappa - Foto RCS
L'altimetria della sesta tappa - Foto RCS