Alternanza scuola-lavoro? No, grazie. O perlomeno, non in questo modo. Migliaia di studenti inaugurano il consueto autunno caldo della scuola scendendo in piazza in 70 città e mettendo nel mirino, in particolare, il progetto che prevede esperienze a titolo gratuito per le scuole superiori, ma che ai giovani, così com’è, proprio non piace. A Roma il punto di raccolta era a Porta San Paolo. “Siamo stanchi di essere mandati a servire ai tavoli – denuncia l’Unione degli studenti – vogliamo un’alternanza che sia davvero formativa, un metodo didattico e non un’esperienza di lavoro”.  La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, respinge al mittente le accuse di sfruttamento e insiste sul fatto che “l’alternanza scuola-lavoro serve per dare nuove competenze trasversali”, ma il Link Coordinamento Universitario rincara la dose: “Basta, non siamo più disposti a fare fotocopie o portare caffè durante il progetto di tirocinio”. Gli studenti chiedono garanzie e invitano il Miur a mantenere la promessa relativa ad uno Statuto dei ragazzi impegnati nell’alternanza scuola lavoro e un codice etico per le aziende coinvolte. La protesta, però, non si esaurisce così, ma riguarda anche il diritto allo studio, la sicurezza degli edifici scolastici e denuncia il sottofinanziamento della scuola pubblica.

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