“Faccio mio l’appello del presidente Mattarella. La mia opzione è il maggioritario con premio alla lista o alla coalizione”. La ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, interviene così in merito alla legge elettorale, e spiega: “Non posso non esprimere la mia preoccupazione su quello che rimane uno dei fattori di maggiore rischio per l’Italia, trovandoci nella prospettiva di andare alle urne la prossima primavera con leggi elettorali per Camera e Senato di diversa impostazione, in quanto residuate da interventi della Corte costituzionale su normative differenti”.

Anna Finocchiaro 640x428“A fronte della necessità di un intervento, anche solo su alcuni aspetti (per esempio, il riequilibrio di genere previsto per la Camera ma non per il Senato, o le differenti soglie di accesso), condivido e faccio mio l’auspicio più volte espresso dal Presidente Mattarella – continua Finocchiaro – per rendere omogenee le modalità di elezione delle due Camere, al fine di contribuire alla stabilità dei governi sulla base della formazione di maggioranze simili. Personalmente ritengo che il premio di maggioranza, previsto oggi solo dalla legge per la Camera a favore della lista che superi il 40 per cento, andrebbe analogamente esteso anche al Senato e assegnato alla lista o alla coalizione in grado di raggiungere quella soglia in entrambi i rami del Parlamento. Rimango infatti convinta che una legge elettorale debba sì garantire il rispetto del principio di rappresentanza, ma è altrettanto importante assicurare la governabilità del Paese”.

Se dovesse tracciare un bilancio dell’azione fin qui messa in campo dal governo Gentiloni, di cui fa parte, come si esprimerebbe?

“Dal 12 dicembre 2016, data in cui l’esecutivo Gentiloni è entrato in carica, sono stati convertiti 12 decreti-legge e approvati 5 disegni di legge di iniziativa governativa e 14 di iniziativa parlamentare, oltre alla ratifica di 11 trattati internazionali. Un lavoro frutto di una collaborazione, nel rispetto dei ruoli, di governo e parlamento, della quale non posso che essere soddisfatta. Abbiamo cercato di impostare, in continuità con il governo precedente, un lavoro che agevolasse la ripresa economica del Paese ed i suoi effetti sul piano sociale. I risultati cominciano a vedersi, e in modo strutturale”.

“L’impronta politica del governo è stata orientata, in questo senso, a ridurre le disuguaglianze presenti nel Paese, che frenano la nostra economia e complicano la vita di molte persone. Lo dimostra il varo del primo provvedimento universale di contrasto alla povertà: 660.000 famiglie potranno presto percepire il ‘reddito d’inclusione’ a carico dello Stato e beneficiare di servizi di inserimento. Aggiungo i due decreti rivolti a incoraggiare la crescita del Mezzogiorno, che è finalmente ripartita ma ha bisogno ancora della dovuta attenzione per incentivare gli investimenti e ridurre le discrepanze dal Nord”.

“Anche le nuove norme sul lavoro sono state indirizzate a settori finora poco protetti: il cosiddetto Jobs Act dei lavoratori autonomi offre tutele inedite a professionisti, partite Iva, collaboratori e assegnisti e dottorandi di ricerca; mentre i lavoratori occasionali, per i quali è stato abolito il regime dei voucher, possono contare su nuovi contratti con più garanzie e controlli, evitando così di alimentare il lavoro nero”.

“Già in questi esempi è possibile riscontrare un’attenzione rivolta ai più giovani. Cito, solo per fare un esempio, la norma ‘Resto al Sud’ inserita nel secondo decreto Mezzogiorno a favore degli imprenditori under 35. Ma altre misure sono state indirizzate a proteggere la salute e il benessere soprattutto dei minori: il decreto sui vaccini, la legge contro il cyberbullismo, le tutele per i minori stranieri non accompagnati. Tra i capitoli in sospeso, voglio ricordare la legge a favore degli orfani delle vittime di femminicidio, da approvare entro la fine della legislatura”.

“Anche l’ultima legge approvata dal Parlamento prima della pausa estiva, quella sulla concorrenza, fornisce un esempio dell’azione rivolta ad accrescere la competitività e lo standing internazionale del nostro Paese. Così come contribuiscono a rafforzare la certezza del diritto e a garantire tempi adeguati nella sua applicazione norme come la riforma del processo penale e quella del codice antimafia, quest’ultima ancora al vaglio della Camera”.

“Proseguiremo sulla strada del rafforzamento delle condizioni per la crescita – conclude la ministra – anche con la prossima legge di bilancio, nella quale saranno irrobustiti e resi permanenti gli incentivi per l’occupazione giovanile e si consoliderà ulteriormente il quadro dei conti pubblici”.