Tra i sistemi produttivi dell’Unione europea, quello italiano si colloca quarto per minore impatto ambientale, dietro al Lussemburgo, all’Irlanda e al Regno Unito. Confortante, dunque, il quadro dipinto dal Rapporto GreenItaly 2017, realizzato dalla fondazione Symbola e da Unioncamere e presentato al dicastero dello Sviluppo economico. Sono tanti, ovviamente, gli aspetti toccati dal report. Ma il titolo lo guadagna il ministro Carlo Calenda che, nel suo intervento, rilancia: “Stiamo ragionando, nell’ambito della Strategia energetica nazionale, sulla possibilità di incentivare il passaggio alle auto elettriche ed a metano, e alle auto ibride; gli incentivi saranno soprattutto per le famiglie che hanno redditi più bassi e macchine più vecchie”.

Presentazione del Rapporto GreenItaly 2017“La Strategia sarà chiusa entro la prima settimana di novembre – rimarca Calenda – e sarà oggetto di confronto con il ministro dell’Ambiente Galletti e con le Regioni. Accanto all’obiettivo di uscita dall’uso del carbone per la produzione di energia elettrica entro il 2025, la SEN avrà una lista delle infrastrutture e dei progetti da realizzare. Nella fase di transizione dal carbone alle rinnovabili, una fonte di energia da utilizzare è certamente il gas”. Al riguardo, CLICCA QUI per informazioni sulla vicenda del Gasdotto Tap.

In costante crescita, intanto, i green jobs: ingegneri energetici, agricoltori biologici, esperti di acquisti verdi, tecnici o installatori di impianti termici a basso impatto, ed altri. La green economy, del resto, sembra la migliore risposta alla crisi ed una sfida per il futuro, stando a quanto riportato nel Rapporto GreenItaly. Gli occupati in Italia che applicano competenze “verdi” sono circa 3 milioni, il 13 per cento del totale, con un aumento quest’anno di 320.000 unità. In particolare, nelle aree aziendali della progettazione e della ricerca e sviluppo, i green jobs rappresentano il 60 per cento delle assunzioni nel 2017.

“Emerge con sempre maggiore forza la necessità di un’economia più sostenibile e a misura d’uomo, e proprio per questo più forte e competitiva. E’ l’Italia che fa l’Italia – commenta Ermete Realacci, presidente di Symbola -, che non dimentica il passato, ma che è innovativa e promettente oltre i luoghi comuni, in grado di affrontare le sfide del futuro; un paese di cui andare fieri e cui dare credito”.