Ivrea è il 54/mo sito Unesco italiano. L’annuncio dopo la sessione del’Unesco nel Bahrain, che ha votato a favore della candidatura piemontese avanzata dall’amministrazione uscente di centrosinistra. “Ivrea, la città ideale della rivoluzione industriale del Novecento, è il 54esimo sito Unesco italiano. Un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti, nata e sviluppata dal movimento Comunità e qui pienamente portata a compimento, in cui il benessere economico, sociale e culturale dei collaboratori è considerato parte integrante del processo produttivo” ha detto il ministro dei Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli. Secondo una nota del Mibact, Ivrea rappresenta un esempio distintivo della sperimentazione di idee sociali e architettoniche sui processi industriali, e un’esperienza innovativa di produzione industriale di livello mondiale che guarda in special modo al benessere delle comunità locali. Fondata nel 1908 da Camillo Olivetti, la città industriale di Ivrea è un progetto industriale e socio-culturale del XX secolo.

Ivrea

Lo sviluppo di Ivrea avvenne tra gli anni 30’ e 60’ grazie all’impegno di Adriano Olivetti e della sua “Olivetti”, azienda leader in macchine per scrivere, calcolatrici meccaniche e computer. La forma della città e gli edifici urbani di Ivrea sono stati progettati da alcuni dei più noti architetti e urbanisti italiani di quel periodo. La città industriale di Ivrea rappresenta un esempio delle teorie dello sviluppo urbano e dell’architettura del XX secolo. Rinvio al 2019 invece la la decisione di includere le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nel Registro del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco. Alla fine della riunione del World Heritage Committee (Whc) a Manama (Bahrain), su 21 votanti 12 si sono pronunciati a favore e 9 contro con la maggioranza richiesta di 14 voti su 21.

colline del prosecco