Il primo obiettivo di chi scrive era cambiare titolo: guardare per credere…

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Il primo obiettivo della Juventus, invece, era la Coppa Italia: Lazio regolata per 2-0 all’Olimpico, missione compiuta e strada aperta verso il Triplete. Domenica secondo match point scudetto allo Stadium contro il Crotone, che si gioca la salvezza: una sfida che dopo il ko contro la Roma sembrava improvvisamente diventata un piccolo Izoard, ma più per il desiderio di mezza Italia di vedere il campionato riaperto in extremis che per motivi oggettivi. Contro i giallorossi, in realtà, Allegri ha rimescolato le carte per non sprecare energie, pensando a Cardiff, dove il 3 giugno contenderà la Champions League al Real Madrid campione d’Europa in carica. Un turn over logico, considerando i 7 punti di vantaggio sulla banda Spalletti e la finale di Coppa Italia contro la Lazio di tre giorni dopo, sempre sul terreno dell’Olimpico, che presentava un colpo d’occhio suggestivo. coreografia lazio 640x266Così ieri sera è tornata la formazione migliore, al netto delle assenze di Pjanic e Khedira. E la differenza si è notata in un batter d’occhio. La Lazio ha fatto in tempo a regalarsi un’emozione con Keita, poi la corazzata bianconera ha affondato il vascello di Inzaghi. Uno-due micidiale di Dani Alves – un predestinato, 30 finali in carriera, 27 vinte – e Bonucci e gara in discesa in appena 24 minuti. E solo le grandi parate di Strakosha hanno impedito alla Juve di archiviare definitivamente la pratica già al 45mo. Nella ripresa la reazione d’orgoglio della Lazio – che aveva perso il convalescente Parolo dopo pochi minuti – è andata a sbattere contro il muro della BBC bianconera e un attento Neto. 12ma Coppa Italia in cassaforte, terza di fila – mai successo prima – Juve trionfo e barra dritta verso il sesto scudetto consecutivo, altro record che la Signora intende aggiornare al più presto, Crotone permettendo. Per questo Allegri, con la coppa in mano, ha chiamato a raccolta il popolo juventino per domenica prossima: vuole subito il tricolore, senza indugi. E, nel caso, niente festa. Prima c’è da rimuovere l’ultimo ostacolo di lusso per completare la stagione perfetta: il Real di CR7. E la Juve ha un conto aperto vecchio di 19 anni con le Merengues: è tempo di regolarlo per entrare nella leggenda.