Se volete ignorare la valenza ecologica di salvaguardare la barriera corallina del Belize (meno celebre di altre nel mondo, ma altrettanto importante ed indebolita), fatelo almeno per interesse economico. Cristallino il messaggio che sembra emergere dal report appena pubblicato dal WWF “Natural Heritage, Natural Wealth”, in cui si stima – per la prima volta – il valore economico del turismo legato a tale Patrimonio dell’Umanità (riconosciuto dall’Unesco nel 1966).
Il documento analizza quattro delle sette aree marine protette della zona:

  • Blue Hole
  • Half Moon Caye Natural Monuments
  • Glover’s Reef Atoll Marine Reserve
  • Laughing Bird Caye National Park
Belize

Foto di Antonio Busiello / WWF

Queste quattro aree generano complessivamente oltre 19 milioni di dollari l’anno come profitti economici portati dalle attività turistiche e ricreative. Si tratta di un contributo significativo dal punto di vista socio-finanziario, e riflette solo in parte i benefici economici totali per il paese centroamericano.

Ma la stessa Unesco ha riconosciuto che la barriera corallina del Belize rischia di subire danni irreversibili a causa della distruzione delle coste e dell’assenza di un quadro legislativo in grado di assicurarne una protezione efficace. Infatti, dal 2009 l’organizzazione delle Nazioni Unite ha inserito questo ambiente nella lista dei patrimoni in pericolo.

“L’annuncio fatto dal governo del Belize nell’agosto di quest’anno, rispetto ad una moratoria sulla trivellazione petrolifera, è un passo avanti incoraggiante; tuttavia, la barriera corallina è ancora a rischio”, dichiara Nadia Bood, ricercatrice del WWF in Belize.

“Sono urgenti misure legislative per vietare la vendita del suolo pubblico all’interno del Patrimonio dell’Umanità e per tutelare l’ambiente di mangrovie – prosegue la Bood -. Il rapporto sui benefici provenienti dal turismo rappresenta un forte argomento economico che accompagna le motivazioni di carattere ecologico. La salute della barriera è fondamentale per il nostro futuro; se non si agisce ora per proteggerla rischiamo di perderla per sempre”.

L’economia del Belize è da tempo fortemente legata al turismo: nel 2016, l’intera regione caraibica ha richiamato oltre 29 milioni di turisti, molti dei quali attratti proprio dalle spiagge e dalle barriere di coralli. Più della metà della popolazione del Belize (circa 190.000 persone in totale) trae sostentamento sia dal turismo legato all’ambiente corallino che dall’industria ittica. La ricchezza di biodiversità della barriera corallina del Belize è uno dei suoi punti di forza: in questo ambiente vivono oltre 1.400 specie costituendo così uno degli hot-spot più ricchi di biodiversità nel mondo.

Tra gli altri benefici garantiti dalla barriera corallina sono importanti quelli della pesca e una serie di servizi ecosistemici, tra cui la difesa da eventi estremi come gli uragani. “E’ indispensabile proteggere questo sito dalle minacce legate alle attività industriali, se vogliamo garantire uno sviluppo sostenibile del Belize: questo permetterà alla barriera corallina di non uscire dalla Lista Unesco e di continuare a fornire benefici a lungo termine per la popolazione del Belize”, chiosa Elena Khishchenko, Global Campaigns Manager di WWF International.