Basta lasciare il traffico di via Nomentana a Roma, addentrarsi per qualche centinaio di metri all’interno di Villa Torlonia per fare un salto nel tempo con la Casina delle Civette, un edificio che sembra uscito dal mondo delle favole. Ideata nel 1840 Giuseppe Jappelli su commissione del principe Alessandro Torlonia, la Casina delle Civette è si è trasformata nel tempo da rifugio dal sapore alpestre dell’Ottocento per arrivare all’attuale aspetto in più fasi di “Villaggio Medioevale” con porticati, torrette e logge. Dal 1916 l’edificio cominciò ad essere denominato “Villino delle Civette” per la presenza della vetrata con due civette stilizzate tra tralci d’edera, eseguita da Duilio Cambellotti già nel 1914, e per il ricorrere quasi ossessivo del tema della civetta nelle decorazioni e nel mobilio, voluto dal principe Giovanni, uomo scontroso e amante dei simboli esoterici.
Nel 1917 l’architetto Vincenzo Fasolo aggiunse le strutture del fronte meridionale della Casina, elaborando un fantasioso apparato decorativo in stile Liberty. Gli spazi interni, disposti su due livelli, sono tutti particolarmente curati nelle opere di finitura; decorazioni pittoriche, stucchi, mosaici, maioliche policrome, legni intarsiati, ferri battuti, stoffe parietali, sculture in marmo mostrano la particolare attenzione del principe per il comfort abitativo. Tra le tante decorazioni la presenza delle vetrate è così prevalente da costituire la cifra distintiva dell’edificio: le vetrate vengono tutte installate tra il 1908 e il 1930 e costituiscono un “unicum” nel panorama artistico internazionale, prodotte tutte dal laboratorio di Cesare Picchiarini su disegni di Duilio Cambellotti, Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi e Paolo Paschetto. La distruzione dell’edificio iniziò nel 1944, con l’occupazione delle truppe anglo-americane, durata oltre tre anni. Quando nel 1978 il Comune di Roma acquisì la Villa, sia gli edifici sia il parco erano in condizioni disastrose.
L’incendio del 1991 ha aggravato le condizioni di degrado della Casina, unitamente a furti e vandalismi. L’immagine odierna della Casina delle Civette è il risultato di un lungo, paziente e meticoloso lavoro di restauro, eseguito dal 1992 al 1997, che, con quanto ancora conservato e sulla base delle numerose fonti documentarie, ha permesso la restituzione alla città di uno dei più singolari e interessanti manufatti dei primi anni del secolo scorso. Attualmente la Casina fa parte del complesso museale di Villa Torlonia.

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