VERRATTI“Adieu Verrattì”. La Francia sembra essere stufa di Marco Verratti, le cui parole sul futuro pronunciate ieri hanno fatto infuriare i media transalpini. Daniel Riolo, tra i giornalisti più accreditati, non considera indispensabile il regista e non le manda a dire al procuratore Donato Di Campli, accusato di parlare troppo del futuro del suo assistito. Non lesina stoccate al duo abruzzese l’ex attaccante Christophe Dugarry, breve passato nel Milan. “Tra Kanté e Verratti prendo mille volte il primo, anche se con meno talento mi da più garanzie” dice l’attuale presentatore radiotelevisivo, con allusione all’articolo dell’Equipe sulla presunta nottata in discoteca di Verratti due giorni prima la batosta di Champions League a Barcellona. Voci per le quali il giocatore ha deciso di querelare il quotidiano sportivo. Di Campli e Verratti finiti nel mirino di un altro illustre opinionista, Pierre Menes, assai duro verso il nostro perno della Nazionale.  “Sia più umile, non è ancora ai livelli di Xavi. Il Psg non può lasciarsi dettare legge da un ragazzino di 24 anni e da un agente piùVERRATTI jpg 2 o meno raccomandabile” dice Menes, salvo poi fissare un prezzo da top player. “Vale 100 milioni di euro”. Una cifra esorbitante, chi potrebbe spenderla? Ieri la risposta è arrivata dal diretto interessato –ricordiamolo- sotto contratto col Paris Saint Germain fino al 2021. “Inter e Juventus hanno i mezzi per investire” ha detto Verratti, che dopo aver “chiamato” nerazzurri e bianconeri” ha speso parole al miele per la Serie A. “Quello italiano è un grandissimo campionato, come la Liga o la Premier. Ora sto bene a Parigi, parlerò con il club e vedremo la scelta migliore da fare”.  Appunto, il club. Che intenzioni ha? La palla passa al presidente, l’emiro del Qatar Al Khelaifi.