Il Summit internazionale Acqua e Clima “I grandi fiumi del mondo si incontrano”, che ha radunato per tre giorni al Campidoglio di Roma i rappresentanti dei 47 principali bacini fluviali e lacustri del mondo, si è chiuso con una “Dichiarazione” che appare più che altro un’esortazione rivolta alla prossima Conferenza mondiale sul clima (COP23): il tema dell’acqua assuma un ruolo prioritario nella negoziazione sui cambiamenti climatici.

Il presidente della Repubblica Mattarella al Summit internazionale Acqua e ClimaLa COP23 è in programma a Bonn il mese prossimo. Già la COP22 di Marrakesh l’anno scorso, e ancora di più la COP21 di Parigi due anni fa, hanno introdotto questo elemento di novità nel dibattito internazionale sui cambiamenti climatici, riconoscendo e affermando la necessità e l’urgenza di migliorare la gestione dell’acqua sul pianeta. Ma i risultati concreti del raggiungimento di questa consapevolezza sono lontani dall’arrivare.

In non pochi paesi del mondo, la scarsità dell’acqua è causa di ineguaglianze, migrazioni forzate, malattie diffuse e limitazioni allo sviluppo. I mutamenti climatici, la deforestazione, l’aggressione delle sponde fluviali e lo sfruttamento miope del suolo amplificano questi problemi, a danno – prima di tutti – delle comunità dei paesi più poveri. Ma è evidente che tali squilibri portano ripercussioni sull’intera popolazione mondiale.

Alla chiusura del summit è intervenuto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Il rapporto fra cambiamento climatico e disponibilità di risorse idriche rientra a pieno titolo fra le questioni che necessitano di un impegno corale che a partire dal comportamento dei singoli cittadini approda, passando attraverso tutte le componenti sociali e le istituzioni, ad una indispensabile collaborazione al livello internazionale – ha affermato il capo dello Stato -. L’acqua costituisce un diritto fondamentale e irrinunciabile per ogni abitante del nostro pianeta, un elemento essenziale della vita, connaturale alla nostra stessa esistenza: la salute e la sicurezza alimentare dipendono dall’acqua. Occorre ottimizzare l’uso dell’acqua, mantenendo inalterati gli standard di qualità: si tratta di un equilibrio che può essere raggiunto soltanto dedicando maggiori energie alla ricerca, e alla divulgazione di buone pratiche, in un contesto nel quale una rinnovata collaborazione pubblico-privato, con il sostegno degli organismi internazionali qui rappresentati, costituisce certamente una formula valida. Occorre, infatti, ottenere risultati concreti nel più breve tempo possibile”.

Il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, organizzatore del summit, ha evidenziato: “Abbiamo ottenuto tre risultati. Il primo è la Dichiarazione di Roma che ha come obiettivo mettere al centro del dibattito sui cambiamenti climatici proprio la questione dei fiumi. Il secondo è la nascita dell’Alleanza italiana per l’acqua e il clima, che mette assieme il mondo dell’ambiente e quello dell’industria. Terza cosa, forse la più importante, è l’omaggio all’Africa: abbiamo dedicato una grande parte di questo summit ai paesi africani, che sono quelli che più soffrono del cambiamento climatico e della mancanza d’acqua”.

All’alleanza italiana citata dal ministro hanno aderito 37 fra imprese e associazioni, con l’intento di coordinarsi nella ricerca di soluzioni efficaci a gestire la risorsa idrica in maniera più razionale ed efficiente.