Chissà se anche Papa Francesco, in tenera età, ha pronunciato il mantra “Celo, manca” sfogliando l’album delle figurine… Di certo ha sfogliato il nuovo libro di Luigi Garlando, “Io e il Papu”, edito da Rizzoli, che lo riguarda, ma in maniera del tutto originale rispetto ai volumi dedicati al pontefice. “Gliel’ho consegnato e ha sorriso”, ha rivelato oggi padre Antonio Spadaro, direttore della rivista La Civiltà Cattolica, durante la presentazione al Bambino Gesù di Roma, alla quale era presente l’autore, caporedattore della Gazzetta dello Sport, che da anni scrive libri per ragazzi. “Garlando è il più grande ermeneuta di Papa Francesco” ha osservato Luisa Colicchio, responsabile comunicazione della Rizzoli Libri. Ma perché il Papu? E perché il Papa? E cosa c’entrano le figurine? C’entrano, c’entrano… Perché Arcadio, 11 anni, che ha perso la voce da 2 anni dopo l’attentato in cui è rimasta ferita la mamma, invia una lettera a Bergoglio all’inizio della Settimana Santa, ma utilizzando un linguaggio sui generis: niente parole, solo figurine di calciatori.
Francesco raccoglie l’SOS lanciato dal giovane e decide di aiutarlo, entrando nel mondo di Arcadio e utilizzando proprio le figurine come password. E da Papa a Papu il passo è breve. Il bambino, infatti, ribattezza il suo nuovo amico con il nomignolo di Alejandro Gomez, il giocatore dell’Atalanta – ed ex San Lorenzo, la squadra per cui tifa il Papa – protagonista peraltro di una grande stagione. Arcadio e il Santo Padre entrano in simbiosi in tutto e per tutto, come spiega Garlando nell’intervista…