Sono passati 30 anni da quel drammatico luglio del 1987 per la Valtellina, colpita da un disastro idrogeologico di enormi proporzioni.  Le frane e le esondazioni provocarono 53 morti, migliaia di sfollati e la distruzione di interi centri abitati, strade e ponti. Le piogge iniziarono a cadere copiose nel pomeriggio del 18 luglio. In 24 ore caddero ben 305 mm di pioggia. Inoltre l’aumento delle temperature spostò la linea di neve oltre i 4000 metri, mille metri al di sopra del limite delle nevi medio stagionale. Ciò provocò un rapido scioglimento in alta quota e un aumento ulteriore delle portate dei torrenti. Solo a Tartano si registrarono 19 morti per un flusso di acqua e fango che travolse prima un condominio e poi un albergo pieno di turisti.

Non fu solo la Valtellina ad essere colpita: nell’alto bacino del Lago di Como, nell’alta Val Brembana e nella Val Camonica, i torrenti e i fiumi (fra cui l’Adda) si gonfiarono fino ad esondare, trascinando via strade, ponti ed abitazioni. Difficili i soccorsi, sia la Statale 38 dello Stelvio che la linea ferroviaria Milano – Sondrio – Tirano subirono gravi danni, gli aiuti erano garantiti dal volo degli elicotteri.  A trent’anni da quei tragici avvenimenti, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato alla cerimonia di commemorazione al Memoriale di Aquilone, frazione di Valdisotto. Il capo dello Stato ha posto una corona di fiori a ricordo di quanti in quei giorni persero la vita. “Numerose furono le vite spezzate in Valtellina, ma anche nelle valli vicine – ha detto Mattarella –  Proprio questa terra ha pagato il tributo più pesante. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare. Un Paese solidale non dimentica le vittime di eventi sconvolgenti. Quando si abbatte un cataclisma come questo, la solidarietà è l’essenza di una nazione. Non c’è periferia – continua – I cittadini devono essere certi che non saranno mai soli nella ricostruzione della vita sociale. Questo legame umano è parte di unità del Paese che la Costituzione pone tra i valori fondamentali. C’è tristezza ma anche orgoglio per ricostruito e dato futuro a luoghi tornati alla loro bellezza originale”. Sergio Mattarella ha parlato anche dei numerosi incendi che in questi giorni sta coinvolgendo varie aree del Paese: “Non tutte le sciagure possono essere evitate – ha detto il Presidente della Repubblica – Gli incendi divampano in tante regioni spesso per colpa di criminali da punire con grande severità. Esprimo riconoscenza ai tanti servitori del nostro Stato per contrastare il fuoco degli incendi che stanno facendo un grande danno alla nostra economia”.

Alluvione Valtellina
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Foto Mattarella