Dai suoi 1270 metri di altezza del Monte Partenio da cui sovrasta Avellino, sembra proteggere tutta l’Iripina. E’ il Santuario di Montevergine, uno dei più importanti di tutta la Campania. Nei primi decenni del XII secolo salì su questa montagna un giovane pellegrino di Vercelli, Guglielmo in cerca di un luogo solitario per raccogliersi in preghiera. Eresse una chiesa e diede vita ad una nuova famiglia religiosa anche se Guglielmo non aveva mai pensato a una propria organizzazione monacale. Eppure in poco tempo le persone sopravvenute sul monte per seguirlo, avviarono un’intensa attività edificatrice, cosicché furono presto pronte le prime celle per i religiosi e una piccola chiesetta. Si trattava in verità di umili capanne tenute in piedi con un po’ di malta e fanghiglia, sufficienti comunque a dare l’idea di una sorgente comunità religiosa sotto la guida del Santo. Lo stesso afflato religioso che spontaneamente aveva riunito attorno alla figura di Guglielmo una prima comunità monastica, fu alla base della scelta di dedicare la primitiva chiesa alla Madonna. Al di là di alcune credenze popolari che hanno voluto legare l’origine del Santuario a un’apparizione della Madonna, si può dunque affermare che fu proprio lo spirito ascetico mariano di San Guglielmo e dei suoi discepoli a fare in modo che sulle cime del monte Partenio si elevasse un Santuario.

Della basilica antica, risalente al 1126, prima in stile romanico e poi rimaneggiata in gotico, non rimane nulla: crollata nel 1629, fu ricostruita nel 1645 su progetto dell’architetto Giacomo Conforti. L’ingresso alla chiesa è dato da un’ampia scalinata angolare che dà direttamente nel cortile del monastero ed è sormontata da un portale in ferro realizzato nel 1885, in stile gotico: superato l’ingresso si accede ad un atrio coperto, per poi entrare direttamente nel tempio. La chiesa è a navata unica, pavimentata in marmo ed è delimitata su ogni lato da tre grosse arcate, segno delle passate navate laterali, oggi chiuse; nella basilica antica sono poste sei lapidi in marmo che rievocano rispettivamente la storia del santuario, un ringraziamento a Leone XIII, le visite di Umberto di Savoia, il pellegrinaggio di Vittorio Emanuele III del 28 agosto 1936, al ripristino della diocesi di Montevergine e a Francesco I. L’altare maggiore è adornato con tarsi di scuola napoletana, a cui si mischiano elementi tipici dell’arte araba. Nel 1952 iniziò la costruzione della Basilica Cattedrale, opera dell’architetto Florestiano di Fausto, aperta al culto nel giorno dell’ascensione del 1961. È uno stile romanico modernizzato, a tre navate. Nella sua semplicità e purezza di linee architettoniche è un vero monumento di fede e di arte, in fondo alla navata centrale, sotto il tiburio, si apre l’ampio Presbiterio, fiancheggiato in alto, da due matronei e dal maestoso organo. Sotto, il semplice e moderno Coro in legno di noce e radica di olivo.  All’interno è collocata la taumaturga immagine della Madonna risalente al alla fine del XIII secolo attribuita a Montano d’Arezzo, pittore della corte angioina.

Non lontano dal Santuario di Montevergine, in territorio del comune di Mercogliano, si trova il Palazzo abbaziale di Loreto. Situato su di un’altura, esso è ancora adesso abitato dalla famiglia dei monaci verginiani di Montevergine e rappresenta un mirabile esempio dell’architettura della metà del secolo XVIII, pure in forma atipica per l’apporto che alla sua costruzione diedero due diversi architetti napoletani del periodo. Prende il nome di Loreto perché fu costruito sul luogo dove, nell’età pagana, fioriva un bosco di lauro sacro ad Apollo. All’interno del palazzo è presente la farmacia, con una collezione di vasi di maiolica, l’Archivio ricco tra l’altro di 7 mila pergamene ed altrettante filze di carte e la Biblioteca con 200 mila volumi. Nel Palazzo Abbaziale di Loreto è inoltre presente la Premiata Fabbrica di liquori dei Padri Benedettini di Montevergine. I monaci benedettini di Montevergine infatti producono vari tipi di amari e distillati, vini come l’Irpinia Aglianico DOC, il Greco di Tufo DOCG e il Fiano di Avellino DOCG oltre a olio evo, varie tipologie di miele. All’interno del Palazzo è presente anche una fornita erboristeria aperta al pubblico.

L’abbazia Santuario di Montevergine si può raggiungere in auto oppure più comodamente con una funicolare che da Mercogliano raggiungere il Santuario. E’ una delle opere più importanti di tecnica di costruzione esistente in Italia ed è la seconda in Europa per dislivello. Lunga 1669,25 metri supera un dislivello di 734 metri in 7 minuti con una inclinazione minima di 43° e massima di 63° con una velocità di 4 m/s.

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