Per ora è scongiurato il razionamento dell’acqua a Roma, ma la siccità permane in ampie zone dell’Italia, soprattutto al nord – dove anche il lago Maggiore è sceso sotto la media stagionale e gli altri grandi bacini stanno rapidamente avvicinandosi ai minimi storici – e al centro dove l’agricoltura è particolarmente in affanno.

Emissario torloniano 640x360In Toscana si è rischiata la sospensione dei prelievi dal lago di Massaciuccoli (noto anche come “il lago di Puccini”) per l’irrigazione dei campi. Proseguire, infatti, avrebbe significato provocare danni, legati sia alla carenza d’acqua sia al probabile ingresso di acqua salata dal mare. Tuttavia, la sospensione dei prelievi avrebbe compromesso oltre 500 ettari di colture (mais, ortaggi ed altro), comportando anche problemi ambientali dovuti all’insufficiente ricambio delle acque. Il locale consorzio di bonifica ha proposto quindi un’ipotesi alternativa: immettere nella rete irrigua acqua fresca, derivante non più dal lago, ma dal fiume Serchio mediante la riattivazione di un impianto idrovoro dismesso, nel comune di Vecchiano. La Regione ha dato il suo appoggio.

La siccità è diffusa anche in provincia di Reggio Emilia dove si è dovuta sospendere, per la prima volta in 70 anni, la derivazione irrigua dal torrente Enza, per garantirne un minimo e vitale deflusso. In media, alla vigilia del grande caldo i bacini dell’Emilia Romagna contengono complessivamente 16 milioni di metri cubi d’acqua; quest’anno erano poco più di due.

Non c’è più acqua nemmeno sul Monte Bianco, dove il rifugio Gonella  (a 3.071 metri di altitudine) ha dovuto chiudere. Impossibile lavarsi o cucinare, poiché i nevai ai quali il rifugio attingeva si sono esauriti.

Nel video, infine, la situazione in diretta dal lago di Bracciano; ombrelloni e sdraio dove di norma c’era l’acqua:

http://www.vedetta.org/index.php/stazioni-meteo/lazio/roma-bracciano