E pensare che solo pochi minuti prima quei guantoni avevano respinto, chissà come, una conclusione ravvicinata di Dzeko. Sembrava il prologo ad una grande giornata, nonostante il gelo che avvolgeva Marassi. Poi la luce si è spenta: Genoa-Roma si è tramutata improvvisamente in una scena sfocata sullo sfondo, la fitta al ginocchio è diventata insopportabile e sul campionato di Mattia Perin è calato il sipario. E quei guantoni sono serviti a raccogliere le lacrime e la disperazione del numero uno del Grifone, seduto sconsolato in panchina, mentre Lamanna prendeva il suo posto nella porta sotto la Gradinata Nord, tempio del tifo rossoblu. Lo sfogo di un ragazzo contro il quale la sfortuna sembra avere un conto aperto, come ha confermato il verdetto impietoso di ieri sera: rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro. Roba da non crederci, se si pensa che appena 9 mesi fa, il 9 aprile, Perin era finito sotto i ferri per il cedimento dello stesso legamento, ma al ginocchio destro. Con tanti saluti agli Europei in Francia con la nazionale di Conte. Ma non è tutto. Nel giugno 2015 il 24enne portiere genoano era stato operato alla spalla destra: 3 mesi di stop ed un’estate votata alla rieducazione per farsi trovare pronto ad inizio campionato. Ora i mesi lontani dai campi di gioco saranno almeno 6, come per la precedente rottura del crociato, che anche in questo caso sarà risolta dal professor Mariani a Villa Stuart. Per Mattia Perin, che ha il Genoa tatuato sul cuore e sogna l’eredita in azzurro di Buffon – Donnarumma permettendo – sono i giorni dello sconforto, appena lenito dai messaggi di amici, colleghi e tifosi che hanno inondato il web. “Ti sei rialzato una volta, lo rifarai ancora”, scrive su Instagram il suo ex compagno di squadra Pavoletti, appena volato a Napoli. “Guarda sempre avanti, ti sembrerà lunga, basterà non voltarsi mai” l’incoraggiamento del romanista Florenzi, anch’egli convalescente dopo un infortunio. Dalla Spagna arriva il sostegno dell’ex juventino Morata, tornato alla casa madridista: “Spero potrai riavere presto le tue soddisfazioni”. Spiccano anche gli “auguri di cuore” del presidente federale Tavecchio. Il Genoa e la Nord attendono con affetto Mattia, forte e guascone come i portieri di razza, che aveva chiuso il 2016 con spintone al palermitano Nestorovski e conseguente squalifica. In agguato restano le società che lo inseguono da tempo, Inter e Napoli su tutte. Da dove ripartirà la quarta vita di Mattia Perin?