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Il presidente dell’Associazione Nobilita, Gabriele Manconi

Udite udite… Cari italiani, sul Pil ci eravamo sbagliati, crescerà più di quanto avessimo immaginato, sia per l’anno in corso che per il prossimo. Cordiali saluti, l’Istat. Il telegramma di risposta dell’Associazione Nobilita è altrettanto chiaro: “Bene, ma ora vanno aiutate le imprese ad assumere per ridurre il gap con l’Ue”: firmato, il presidente Gabriele Manconi. Riavvolgiamo il nastro. Stamane l’Istat ha pubblicato nuove previsioni nel rapporto sulle Prospettive dell’economia italiana 2017-2018. Riviste al rialzo le stime di crescita per il 2017, con un +1,5% in termini reali, rispetto al +1% del Pil indicato lo scorso maggio: si tratterebbe dell’aumento più consistente dal 2010, in linea con le stime di Palazzo Chigi. E non finisce qui, perché “il miglioramento del Pil – scrive l’Istat – è atteso proseguire su ritmi analoghi anche nel 2018, +1,4%“.  Si registra, peraltro, un incremento rispetto al +0,9% del 2016. Ci sono buone notizie, inoltre, anche sul fronte della disoccupazione, dove “il tasso è atteso in moderata diminuzione, dall’11,7% all’11,2%, ma resterà ancora distante da quello della media dell’area euro”. Un trend che dovrebbe proseguire anche nel 2018, in cui “la riduzione della disoccupazione si aggirerà intorno al 10,9%. Adelante con juicio, sottolinea il presidente dell’Associazione NobilitaGabriele Manconi: “Continuano i segnali positivi per la nostra economia – sottolinea – segno che il trend è decisamente cambiato”. C’è un però, legato a quel tasso di disoccupazione ancora distante dalla media Ue. “Per questo – avverte Manconi – è assolutamente necessario che il Governo introduca nuovi incentivi per ridurre il gap. Rendere più agevole l’assunzione di personale nel nostro Paese è un investimento essenziale, soprattutto in un mercato del lavoro che spesso sembra invitare gli imprenditori italiani a spingersi oltreconfine”. L’obiettivo dell’associazione – conclude Manconi – sarà quello di trovare soluzioni concrete per creare occupazione e promuovere iniziative per avvicinare le aziende ai lavoratori”. La scintilla, insomma, c’è. Ora bisogna alimentare il fuoco.