La magica atmosfera dell’autunno è l’ideale per scoprire Matelica, antico insediamento nell’entroterra marchigiano, che conserva ancora oggi tanta storia, arte e cultura, e ha il vanto di essere uno dei Borghi più affascinanti di Italia. Le origini della città di Matelica risalgono al Paleolitico. Gli umbri, popolazione indoeuropea, già nel 2000 a.C. si erano stanziati nella valle del fiume Esino, dove sorge la città. La nascita vera e propria del centro abitato è fatta risalire all’incontro delle popolazioni umbre, con quelle picene. La città vera e propria sorge soltanto con la nascita del Municipium, I secolo d.c. La città occupava allora, quasi per intero, la superficie dell’attuale centro storico. Il Comune s’affermò intorno al 1150, quando i matelicesi riuscirono ad affrancarsi dal Conte Ottone, l’antico feudatario di nomina imperiale. Nel 1394 gli Ottoni ripresero il potere, ottenendo dal pontefice il vicariato sulla città e lo manterranno fino al 1578. La Signoria modificò radicalmente l’urbanistica della città: furono realizzati magnifici edifici rinascimentali e furono favorite le attività industriali: nel 1500 erano presenti più di centododici lanifici. Nel 1640 gli Ottoni non ottennero più il vicariato e Matelica tornò al diretto dominio pontificio e fu governata da un Governatore di nomina papale. Il centro continuò ad arricchirsi di nuovi e più grandi edifici religiosi e civili prima del declino avuto dopo l’annessione al Regno d’Italia, grazie anche alla crisi economica dell’epoca con l’industria della lana che si dissolse quasi completamente. Nell’immediato dopoguerra sono stati aperti nuovi opifici industriali e qualche anno dopo sono nate importanti industrie di confezioni e calzaturiere. Di questa nuova ricchezza ne ha giovato anche l’agricoltura che si è specializzata nella viticoltura e nell’allevamento.

L’arte a Matelica si ammira anche per le vie del borgo. La scoperta della città parte dal cuore cittadino, la Piazza Enrico Mattei, che costudisce una splendida e monumentale fontana bianca cinquecentesca dalla forma ottagonale, progettata dall’architetto della Santa Casa di Loreto, Lattanzio Ventura di Urbino. Sulla piazza si affacciano anche alcuni dei più bei palazzi matelicesi, come il Palazzo del Governo e il Palazzo Ottoni con la sua suggestiva loggia. Lungo le caratteristiche vie del borgo si elevano i palazzi nobiliari e numerosi luoghi di culto, tra cui la Cattedrale di Santa Maria Assunta e la Chiesa di San Francesco. Dopo un tour artistico è immancabile un tour enogastronomico tra la buona cucina marchigiana. Matelica, luogo di delizie, è conosciuta anche come la Città del miele. Tra i migliori prodotti locali millefiori, miele di castagno e di acacia, ma soprattutto, la melata di quercia, dal sapore amaro, ma molto apprezzato. Imperdibile un tour tra le numerose norcinerie artigianali, che tra i tanti prodotti prelibati offerti, è d’obbligo un assaggio al ciauscolo, definito il principe dei salumi, la cui affumicatura al camino lo rende particolarmente morbido. Con un buon affettato non può mancare un buon vino, non perdetevi quindi l’occasione di degustare un ottimo Verdicchio di Matelica. Matelica, anche quest’anno, si aggiudica la Spiga Verde, il prestigioso riconoscimento assegnato dalla Fee Italia (Fondazione per l’Educazione Ambientale) che certifica la qualità di vita e premia le produzioni agricole tipiche.

Matelica 01
Matelica 03
Ciauscolo
verdicchio matelica1