L’uomo del Monchi ha detto stop. C’è voluto un signore venuto dalla Spagna per sciogliere l’enigma degli enigmi legato a Francesco Totti, Capitano della Roma per definizione, uno dei più grandi giocatori italiani: “Questo è il suo ultimo anno da calciatore, poi lo voglio accanto a me” ha chiarito il nuovo direttore sportivo, appena planato da Siviglia in una Trigoria ancora frastornata per la sconfitta nel derby. Un ko amarissimo per i tifosi giallorossi, ma nulla se paragonato all’addio del loro simbolo, liquidato in contumacia in un caldo pomeriggio di primavera. Monchi aveva preavvertito Totti, che ha apprezzato la sensibilità del dirigente, ma certo avrebbe gradito ancora di più farlo in prima persona. “Serviva il coraggio di dirlo, hanno fatto arrivare apposta uno dalla Spagna”, ha detto senza mezzi termini Fabio Capello, il tecnico del terzo scudetto romanista, l’unico vinto da Totti. Totti scudettoE’ il calcio del XXI secolo, bellezza, non risparmia neppure l’ultima vera bandiera che sventola in una serie A con poco cuore e troppi interessi. C’è ancora Buffon, è vero, ma il portierone della Nazionale non ha giocato solo nella Juventus. Totti, che compirà 41 anni a settembre, nella sua carriera ha conosciuto invece solo due colori, il giallo e il rosso: Vujadin Boskov lo fece debuttare nella massima serie il 28 marzo 1993 a 16 anni, Brescia-Roma 0-2. La carta d’identità è inesorabile, ma siamo comunque di fronte alla fine di un’epoca, alla pagina conclusiva della Favola del Pupone che si fece Capitano. Raramente un giocatore ha vissuto così in simbiosi con una tifoseria che lo ha adorato, ricevendo in cambio fedeltà eterna. Il No al Real Madrid, il rifiuto alle lusinghe dei club del nord, che gli avrebbero portato in dote titoli, gloria e trofei personali. In testa un chiodo fisso: vincere solo con la sua Roma. Una scelta che ne ha limitato la carriera, attaccano i suoi detrattori, che evidenziano anche qualche comportamento sopra le righe e il rendimento con la maglia azzurra, mai ai livelli raggiunti col club, anche se è campione del Mondo. Totti azzurro“Lui è la Roma – replicano i suoi pretoriani – e non doveva essere trattato così”. Perché se ormai il ritiro era inevitabile, i modi destano qualche perplessità, sottolineati anche dalla stampa italiana, che non ha lesinato critiche alla società e a Spalletti: “Monchi ammaina Totti”, “La Roma licenzia la leggenda di Totti”. Col senno di poi, sarebbe stato meglio lasciare un anno fa, ancora sulla cresta dell’onda, dopo i gol decisivi nella corsa al terzo posto. Totti selfieDeve averlo pensato anche lo stesso Totti, mentre trascorreva i weekend immalinconito in panchina, ormai utilizzato col contagocce da Spalletti. La lunga cavalcata, dunque, sta per finire, le quattro tappe finali partono da San Siro, la Scala del Calcio, palcoscenico ideale per la passerella di un tenore del pallone. L’appuntamento più sentito, però, è fissato il 28 maggio: tutti in piedi allo stadio Olimpico, come ha sottolineato pure L’Equipe su twitter: Francesco Totti va jouer son dernier match avec la Roma contre le Genoa. “E’ il giorno che avrei voluto non arrivasse mai”. Firmato, Francesco Totti.