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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a bordo della carrozza Presidenziale

“Il Museo ferroviario è un posto che lascia senza fiato”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha confessato all’Amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini, l’ammirazione per il Museo ferroviario nazionale di Pietrarsa, in occasione della cerimonia per il completamento del restauro architettonico dell’intero complesso museale. Il Capo dello Stato ha raggiunto Pietrarsa in treno, da Roma Termini a Napoli Centrale con un ETR.400 mentre dal capoluogo campano alla stazione di Pietrarsa adiacente al museo ha viaggiato sulla carrozza Salone di Stato, trainata dalla E.428.202 .

Presenti alla cerimonia il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, Carmine Pagano, Prefetto di Napoli e le autorità locali. A fare gli onori di casa, oltre al numero uno di FSI Mazzoncini, il presidente di Fondazione FS Italiane, Mauro Moretti alla prima uscita pubblica dopo la sua sostituzione ai vertici di Leonardo e la condanna in primo grado per la strage di Viareggio, i vertici di Trenitalia e di Rete Ferroviaria, rispettivamente Maurizio Gentile e Barbara Morgante oltre al direttore generale della Fondazione FS Italiane, Luigi Cantamessa.

Giunto a Pietrarsa intorno alle 11,00, Mattarella ha visitato con interesse l’intero polo museale, posto sul mare con vista sullo splendido Golfo di Napoli e le isole di Capri e Ischia. Emozione per il Presidente della Repubblica, quando visitando una mostra fotografica con immagini inedite provenienti dagli archivi delle Ferrovie dello Stato allestita all’interno di uno dei padiglioni, ha potuto vedere delle immagini nel quale compare Bernando Mattarella, padre del Capo dello Stato, che fu per due volte ministro dei Trasporti.

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Il treno storico in attesa di riportare il presidente Mattarella a Napoli

Al termine della visita i saluti istituzionali da parte di Mauro Moretti e Renato Mazzoncini. “Il Museo di Pietrarsa ha un potere straordinario, che potrà esprimere nei prossimi anni ed è parte dello sforzo che il gruppo FS sta facendo per competere con i grandi players internazionali – ha detto l’ad di FSI Mazzoncini per l’occasione indossando una cravatta – Ci confrontiamo con i grandi gruppi ferroviari del mondo e ci siamo resi conto che un Museo ferroviario è importante, perché le radici robuste nella storia sono uno strumento di marketing”.

Prima di Mazzoncini è stata la volta di Mauro Moretti: “Nel 1840 Pietrarsa era una sorta di Silicon Valley italiana rapportata all’oggi: luogo del primato tecnologico tra i tanti stati della Nazione Italiana, l’Ansaldo di Genova fu fondata nel 1852 – ha sottolineato il presidente della Fondazione FS Italiane – Pietrarsa richiamava ingegneri francesi ed inglesi e fu il luogo della prima rivoluzione industriale” ricordando le lotte dei lavoratori di Pietrarsa contro la delocalizzazione delle attività a vantaggio dell’industria del Nord voluto dai Sabaudi: lotte culminate nel 1863 con una carica dei Bersaglieri che causò 7 morti e 20 feriti gravi tra i lavoratori, “spartiacque di quella questione meridionale che ancora oggi è il più vero e difficile problema nazionale e, probabilmente, sempre più lo sarà nell’Europa a più velocità”.

Il restauro delle imponenti architetture ottocentesche, il Museo infatti ospitava dal 1840 il Reale opificio borbonico per diventare nel 1845 una fabbrica di locomotive, ha richiesto un investimento economico di circa 15 milioni di euro. Tra gli interventi spicca il restauro completo dei padiglioni espositivi; il restauro della pensilina ottocentesca in Ghisa “Fiorenzuola” e il nuovo impianto di illuminazione; i restauri dell’edificio e della pensilina d’epoca della fermata ferroviaria di Pietrarsa e la statua di Federico II e la riqualificazione dell’allestimento del Padiglione delle Locomotive a Vapore.096A0664 Costituito da 7 padiglioni per un’estensione complessiva di circa 36.000 metri quadrati, ospita locomotive a vapore, locomotive elettriche trifase, locomotive a corrente continua, locomotori diesel, elettromotrici, automotrici e carrozze passeggeri tra le quali la ricostruzione storica del convoglio inaugurale della prima ferrovia in Italia, la Napoli – Portici del 1839 con la locomotiva a vapore Bayard. Nel 2016 il Museo è stato visitato da 65 mila persone, il 63% in più rispetto all’anno precedente.
Per festeggiare il completamento del restauro sabato 1 e domenica 2 aprile dalle 9,30 alle 19,30 si potrà accedere al museo con un biglietto simbolico d’ingresso a prezzo ridotto. Ci saranno visite guidate, rappresentazioni musicali, mostre, street food sulla terrazza sul mare e solo domenica 2 si potrà raggiungere il polo museale con il Pietrarsa Express, il treno storico da Napoli Centrale.