È il giorno dell’ECLISSI della mafia a Ostia. L’alba sul litorale romano è stata oscurata dagli elicotteri che annunciavano l’imponente blitz contro il clan Spada, decapitato da 31 arresti: per la prima volta l’accusa, a vario titolo, è di “associazione a delinquere di stampo mafioso”, particolare non proprio trascurabile. Risulta, invece, ancora latitante all’estero un egiziano 32enne. Un elenco aperto da Carmine – detto Romoletto – e Roberto Spada, già in carcere a Tolmezzo per l’aggressione alla troupe Rai di Nemo nel novembre scorso: sono ritenuti i mandanti del duplice omicidio di Giovanni Galleoni detto Baficchio e Francesco Antonini, assassinati nel 2011, delitti che secondo i magistrati segnerebbero “la loro inesorabile ascesa al potere”. 284EF813 32A5 401A BF42 519DB95AF451 360x480Tra i reati contestati dai pm, Mario Palazzi e Ilaria Calo’, estorsione, usura e traffico di stupefacenti, ma anche il controllo di appalti e servizi pubblici nel X Municipio. “Quella degli Spada è un’associazione a delinquere di stampo mafioso che ha provocato un profondo degrado nel territorio”, nota il gip, Simonetta D’Alessandro, mentre il procuratore aggiunto della Dda di Roma, Michele Prestipino, sottolinea “l’importante contributo alle indagini fornito dai collaboratori di giustizia”. Un territorio, quello di Ostia, nel quale il lavoro degli investigatori, nell’ultimo decennio, ha rilevato “una profonda penetrazione della criminalità organizzata  nelle attività economiche del litorale”. I magistrati spiegano in maniera articolata come da anni sia “in atto un continuo riposizionamento delle zone d’influenza”, testimoniato dalla “ininterrotta serie di attentati e atti intimidatori”: “Ti strappo i denti con le tenaglie” è la minaccia ad una vittima catturata da un’intercettazione telefonica. “È mafia autoctona, ma mafia” ci tiene a far capire il capo della Squadra Mobile, Luigi Silipo. Caso mai non fosse ancora chiaro a tutti.

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