Un altro uomo in Iradjalali foto due 640x436n è a rischio di imminente esecuzione. La mano implacabile del boia potrebbe presto abbattersi su Ahmadreza Djalali, ricercatore iraniano legato anche al nostro Paese: dal 2011 al 2015 ha lavorato e studiato all’Università del Piemonte Orientale e collaborato con il Centro di ricerca in medicina di emergenza con sede a Novara. Si è rivelato funesto per lui il rientro in patria per una conferenza nell’aprile scorso, quando è stato risucchiato nel buco nero della prigione di Evin. Ha subìto pressioni psicologiche e mesi di totale isolamento. Poi è arrivata la sentenza di condanna a morte, con l’accusa di collaborare con Paesi nemici. Ma Djalali non ha perso la forza di proclamarsi innocente anche attraverso iniziative non violente di sciopero della fame, rimaste purtroppo senza risultato. In una lettera aperta rivolta al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e al Ministro degli Esteri Angelino Alfano, l’associazione Nessuno Tocchi Caino chiede al Governo italiano di intervenire sul caso, ricordando anche il terrificante ritmo a cui ha ripreso a lavorare il boia in Iran. Dopo il rallentamento del 2016 sono state giustiziate almeno 87 persone, compresi minorenni, nel solo gennaio 2017. “Pensiamo che casi come quello di Ahmadreza Djalali -scrivono i dirigenti dell’associazione- non siano isolati”. Riguardano i diritti umani fondamentali, alla libertà della cultura, e riguardano gli antidoti ai totalitarismi nelle loro forme contemporanee. Si invoca dunque un’azione urgente per salvare un uomo  la cui unica colpa accertata sembra quella di aver collaborato con ricercatori italiani, israeliani, svedesi, americani, per migliorare le capacità operative degli ospedali in Paesi che soffrono la povertà. Additato dal regime come spia. Ma chi in Italia lo ha conosciuto lo esclude. Il destino di Djalali, per Nessuno Tocchi Caino, non può non riguardarci. Bisogna rafforzare la pressione sull’Iran, che pur disconoscendo i principi fondanti sanciti nei trattati sui diritti umani, è tenuto in considerazione come partner politico ed economico  all’interno della comunità internazionale.