Il calcio (italiano) è quel gioco dove tutti parlano, promettono e protestano, ma poi vince sempre la Juve. Core ‘ngrato Higuain è una sentenza che ammutolisce il San Paolo e stoppa la fuga del Napoli, ma soprattutto è un avviso della Signora ai naviganti del campionato: “Davvero pensavate di esservi liberata di me?”. Stretto nel suo cappotto grigio scuro come Napoleone, Allegri si frega le mani e nella gelida notte partenopea si gode il capolavoro tattico che ha mandato in tilt l’oliato meccanismo di Sarri, apparso appannato e sfiatato nei suoi interpreti migliori, Mertens su tutti. Vetta e meno uno, missione compiuta grazie all’ennesima vendetta del Pipita, recuperato in extremis dopo l’intervento alla mano: quinto gol in altrettante partite contro la sua ex squadra, con tanto di esultanza dedicata a quel De Laurentiis che mastica amaro in tribuna. BC1250FB 4D89 4B26 8525 797C0ACEAE8D 640x423A Sarri, che stavolta non può prendersela con terreni di gioco indecenti e invocare le attenuanti del caso, non resta che applaudire il suo ex pupillo, elogio che sa di rimpianto ma anche di velato rimprovero per i suoi attaccanti, con le polveri bagnate proprio nell’occasione più importante. Perché se puoi contare su un killer implacabile difficilmente fallisci gli appuntamenti che contano e la Juventus li sbaglia molto raramente. Carattere, temperamento e determinazione sono ingredienti fondamentali che i bianconeri sfoderano puntualmente, se poi aggiungete classe, esperienza e una rosa profonda capite in fretta che suonare il De profundis alla Juve prima del tempo può risultare un errore fatale. Di contro il Napoli non ha preso la partita per il collo, come invece ci si sarebbe aspettato, subendo la personalità dei campioni d’Italia. Pesano eccome le assenze di Ghoulam e Milik, ma incassato il gol dopo appena 13 minuti, la squadra di Sarri ha faticato a riorganizzarsi, mostrando poca lucidità dalle parti di Buffon. Difficile superare la barriera costruita da Allegri, con una retroguardia che sembra tornata all’altezza, un centrocampo pronto a ripartire e Higuain sempre in agguato. Persa l’imbattibilita’, gli azzurri possono e devono credere ancora nel sogno scudetto, forti di un primato che però domenica potrebbe portargli via proprio quell’Inter già uscita indenne dal San Paolo. Il Chievo, al cospetto di un San Siro ancora una volta versione lusso, dirà. L’impressione, però, è che il pericolo non venga da Milano e neppure da Roma. Se cercate un indizio, guardate Torino, dalle parti dell’Allianz Stadium. Il covo dei cannibali d’Italia.