Non bastava la Xylella e la mosca mangia olive per gli ulivi secolari pugliesi. Bande di criminali stanno facendo strage di queste piante monumentali in Puglia per fare business sulla legna da rivendere al mercato. E’ quanto denuncia la Coldiretti in riferimento al taglio di 40 rigogliosi ulivi centenari nel barese in un appezzamento di Santo Spirito con la perdita di un patrimonio storico del territorio con pesanti effetti ance sul piano economico ed occupazionale. Per il giovane agricoltore di fatto è la fine dell’attività olivicola: dovrà aspettare anni prima di raccogliere nuovamente olive. Ogni albero garantiva circa un quintale di olive.

olioPurtroppo è solo l’ultimo degli episodi di criminalità che colpiscono le campagne dove i clan agiscono sottraendo attrezzature e mezzi agricoli, abigeato di animali, furti di prodotti agricoli, danneggiamento delle colture con il taglio di intere piantagioni ma con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione impongono anche la vendita di determinate marche e determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente. Spesso anche il rifiuto di pagare il pizzo alla criminalità porta a danneggiamenti di olivi e attrezzature.  Gli agricoltori non ci stanno e si sono organizzati con servizi di scorta ai raccolti di olive e ronde tra vicini per vigilare sui raccolti ma nei territori più sensibili chiedono anche l’intervento dell’esercito.

Il tutto avviene in un momento nero per il settore, che nel 2016 ha avuto un calo della produzione del 37% a livello nazionale. Il taglio in particolare è contenuto entro il 10% al Nord, sale al 29% nelle regioni centrali e schizza al 39% nel Mezzogiorno. Aumentano del 54% i prezzi e la penuria di olio pugliese fa crescere anche i rischi di frodi e inganni.