Adelante con juicio. La delicatissima partita a scacchi tra Mariano Rajoy e Carles Puigdemont prosegue tra mosse mirate e contrattacchi studiati, mentre tutta la Spagna vive in un clima di palpabile tensione. Oggi il capo del governo ha risposto a tono alla sfida a metà lanciata dal presidente catalano, che ieri aveva dichiarato l’indipendenza, ma sospendendola per favorire i negoziati. ‘Chiarisca  – ha tagliato corto Rajoy – se ha dichiarato o no l’indipendenza’. Una sorta di ultimatum, che scadrà lunedì. Il premier, che ha parlato prima in conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri e poi in aula, non fa sconti al rivale. ‘Vogliamo evitare la confusione generale – ha chiarito – la risposta del presidente della Generalitat determinerà le decisioni che il governo assumerà nei prossimi giorni’. Tradotto: l’esecutivo è pronto a compiere il primo passo, ricorrendo all’articolo 155 della Costituzione, con la sospensione dell’autonomia della Catalogna, per la quale serve il via libera del Senato, dove il Pp ha la maggioranza assoluta. Ora come ora, però, la priorità di Rajoy è un’altra: ‘Ripristinare la legalità e porre fine allo strappo’, perché la sua preoccupazione è quella di evitare ‘un ulteriore deterioramento economico e tensioni sociali’. Timori comprensibili. 28398FB2 85F3 4EE8 8096 97881E922098Le pulsioni indipendentiste della Catalogna rischiano di spaccare il paese e di aprire scenari impensabili sia sul fronte interno che in seno all’Ue, tutt’altro che insensibile di fronte ai movimenti tellurici iberici: ‘Una dichiarazione di indipendenza della Catalogna sarebbe illegale e non sarebbe riconosciuta’, ha fatto sapere la portavoce di Angela Merkel, mentre Paolo Gentiloni ha chiesto di ‘rispettare il quadro costituzionale e le leggi spagnole’. Per questo la linea di Rajoy è dura, inflessibile, indietro non si torna, come conferma anche la stoccata a Puigdemont in Parlamento: ‘Il suo è stato un attacco sleale e pericoloso – ha ribadito il premier – un attacco illegale e fraudolento all’unita’ spagnola e alla convivenza pacifica dei cittadini’. Ma Rajoy fa di più: carica tutto il peso sulle spalle del presidente catalano, prova a metterlo spalle al muro: ‘Spetta a lui decidere se far tornare tutto alla normalità o alimentare la tensione’. Il pallino, insomma, passa a Puigdemont, ma la sua apertura al dialogo per ora è apprezzata solo da Podemos, contrario all’applicazione dell’articolo 155. Intanto, gli unionisti tornano in piazza a Barcellona domani, giorno di festa nazionale in Spagna, dove si celebra la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, che, sbagliando, trovò la rotta per il Nuovo Mondo. Chissà che la Spagna non trovi presto la sua.