Nel recupero e riciclo dei rifiuti, noi italiani non siamo arretrati come forse si è abituati a pensare. Il nostro Paese si posiziona al secondo posto fra i grandi d’Europa, dopo la Germania, facendo registrare il 49 per cento a fronte di una media europea del 46 per cento di recupero e riciclo. Migliori prestazioni rispetto a Germania ed Italia le fanno segnare solo Paesi con meno di 20 milioni di abitanti. Al di sotto della media troviamo invece il Regno Unito con il 45 per cento, la Francia con il 40 per cento, la Spagna con il 35 per cento. Negli ultimi anni l’Italia ha colmato il gap con i primi della classe, grazie soprattutto ai tassi di crescita nel recupero della frazione organica.

RiminiFiera-Ecomondo2017Ma i tedeschi sono i più efficienti anche nello smaltire quello che non viene recuperato o riciclato, mentre noi italiani ne conferiamo la maggior parte in discarica. Un’analisi presentata nell’ambito di Ecomondo (nella foto), fiera delle tecnologie verdi che si tiene a Rimini, evidenzia infatti che la Germania è prima in Europa non solo per l’alto tasso di riciclo, ma anche per l’incenerimento di rifiuti, circa il 35 per cento (rispetto al 27 per cento di media comunitaria), e di norma all’incenerimento si accompagna la termovalorizzazione. Seguono la Francia e il Regno Unito, poi viene l’Italia. Fra i grandi d’Europa, insomma, soltanto la Spagna ricorre alla discarica più di noi. Tra i primi dieci operatori del settore, si spiega nel report, non ci sono aziende italiane.

L’Italia incenerisce il 21 per cento dei rifiuti (un altro 49 per cento, come detto, lo ricicla) e conferisce il restante 30 per cento nelle discariche (molte ormai sature). In Germania viene conferito in discarica il 18 per cento dei rifiuti, nel Regno Unito il 23 per cento, in Francia il 26 per cento, in Spagna il 55 per cento.
La situazione degli impianti di incenerimento in Italia risente della loro bassa capacità di trattamento; in questo siamo simili ai francesi, ma loro hanno 128 impianti, contro i nostri 45.