La riforma del codice antimafia, approvata dalla Camera un anno e mezzo fa (era il 29 ottobre 2015), è bloccata in commissione giustizia del Senato. Il 27 aprile scorso, Palazzo Madama ha avviato l’esame degli emendamenti e ha finalmente fissato – per il 16 maggio – l’approdo in Aula del provvedimento, per la discussione.
Il testo è volto ad estendere i casi di confisca obbligatoria e a favorire la ripresa delle aziende confiscate alle organizzazioni mafiose, con agevolazioni che permettano loro di disporre delle risorse necessarie.
Montecitorio aula 1024x681“Troviamo inspiegabile il ritardo che il Senato sta registrando nell’approvare un testo fondamentale per la lotta alle mafie e alla corruzione – attacca l’associazione Avviso Pubblico – . Si aggiungono di continuo nuove materie all’interno del provvedimento e questo allunga inaccettabilmente i tempi dell’approvazione. Abbiamo il timore fondato che in questo modo non si riesca ad approvare il testo entro la fine di questa legislatura; se ciò accadesse il Governo e il Parlamento si assumerebbero una grave responsabilità”.

“La riforma è indispensabile per rilanciare l’azione dell’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati – dichiara l’assessore della Regione Emilia-Romagna Massimo Mezzetti, vicepresidente di Avviso Pubblico -. L’agenzia oggi non è nelle condizioni di operare con l’energia e l’efficacia necessarie, di fronte alla mole di beni e di aziende che ormai quotidianamente vengono sequestrati”.

“Stimo il prefetto Sodano (recentemente nominato direttore dell’Agenzia, ndr) per le capacità dimostrate nel delicato governo della prefettura di Bologna in questi anni – prosegue Mezzetti – e spero che gli vengano forniti gli strumenti e le risorse indispensabili ad operare al meglio. Per questo facciamo appello a tutte le forze politiche e al Governo perché sblocchino in tempi rapidi la riforma del codice antimafia, per andare ad una sua definitiva approvazione entro la fine di questa legislatura”.

La riforma del codice antimafia fa parte dei provvedimenti di cui Avviso Pubblico, Libera, Legambiente, Cgil, Cisl e Uil, hanno richiesto, attraverso un appello inviato ai rappresentanti del Governo e del Parlamento, la rapida approvazione per rafforzare la prevenzione ed il contrasto alle mafie e alla corruzione. Oltre la riforma del codice antimafia, si richiede l’approvazione in via definitiva dei provvedimenti di legge riguardanti la prescrizione, la tutela degli amministratori sotto tiro, le misure a favore dei testimoni di giustizia e il riordino del settore dei giochi.